La prima notte del Cocoricò, subito nella rete dei carabinieri uno spacciatore

Mauro Bianchi, direttore del Cocoricò: "questi ragazzi vengono qui per divertirsi e crediamo, con questi interventi, di averlo reso più sicuro"

Arrivano alla spicciolata, gruppetti più o meno numerosi di ragazzi e ragazze, e sfidando il freddo e la nebbia indossano t-shirt d'ordinanza, gonne micrometriche o abbigliamento sgargiante. Per molti la chiusura del Cocoricò è stata solamente una parentesi e, nella serata di apertura, non vogliono mancare anche se, sotto la piramide di Riccione, la serata in programma è quella più soft del Tunga mentre, per scatenarsi con la musica che ha reso celebre la discoteca, si dovrà aspettare lunedì. Il primo impatto, per i frequentatori più assidui, è la percezione che qualcosa è cambiato anche se la maggior parte non sembra aver fatto caso alle polemiche degli ultimi quattro mesi da quando, lo scorso 2 agosto, il Questore di Rimini ha sospeso la licenza alla discoteca in seguito alla morte per overdose di ecstasy del 16enne Lamberto Lucaccioni.

In un clima quasi surreale, il popolo della notte si ritrova alle casse del Cocoricò e scopre subito che qualcosa è cambiato soprattutto quando, una volta acquistato il biglietto, ci si infrange contro la barriera dei buttafuori che presidia il nuovo ingresso. Tutti, o almeno nei casi più o meno dubbi, devono mostrare un documento d'odentità valido e dimostrare la loro maggiore età pena il venir "rimbalzati" dagli addetti alla sicurezza. Il campionario delle scuse, per chi ne è sprovvisto, è ampio e variegato così come i tesserini del codice fiscale che si cercano di spacciare per documenti. Su questo punto, però, la selezione è inflessibile e in parecchi, dopo aver capito che accampare scuse è praticamente impossibile, sono costretti a rinunciare alla serata.

Tuttavia, durante le trafile all'ingresso, non manca di incappare in un gruppetto di ragazze sicuramente maggiorenni, ma non di molto, che per "scaldarsi" non esitano ad attaccarsi a un bottiglione di vino passandoselo tra loro. La scena non passa inosservata nemmeno al personale della sicurezza che interviene subito per sequestrare la bottiglia. Altri ragazzi, forse i più "sgamati", alla bottiglia in vetro hanno preferito riempire con un intruglio superalcolico una bottiglietta di plastica dell'acqua e, dopo averla tracannata, si fiondano sotto la piramide per dare il via alla serata. 

"Non è un divertimento blindato ma controllato - sottolinea Mauro Bianchi, direttore del Cocoricò. - Questi ragazzi vengono qui per divertirsi e crediamo, con questi interventi, di averlo reso più sicuro. La cosa più importante è che abbiamo introdotto il divieto di uscita e rientrata, abolendo quello che era il 'timbro', e reso più sicuro il parcheggio per evitare che diventi un luogo di scambio per le sostanze stupefacenti o il rifornimento di superalcolici lasciati nei bagagliai. Siamo i primi in Italia ad aver introdotto questa regola che esiste in tutti i locali del mondo e, speriamo, che altre discoteche seguano il nostro esempio. Dal mio punto di vista, continuiamo a fare quello che sappiamo fare meglio per un divertimento sicuro. Non ci siamo svegliati oggi e abbiamo migliorato quello che c'era già prima della chiusura per quella che è stata, a tutti gli effetti, una tragedia. Speriamo che questi 4 mesi di stop siano serviti anche a chi frequenta il Cocoricò per riflettere su cosa può portare lo sballo".

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Sul fronte della sicurezza, oltre al personale della discoteca è garantita la presenza costante e discreta delle forze dell'ordine e, nella serata della riapertura, è finito subito nella loro rete uno spacciatore. Nel corso dei controlli all'esterno del Cocoricò, i militari dell'Arma hanno pizzicato un 30enne foggiano con un piccolo arsenale di stupefacenti. Il ragazzo è stato fermato dai carabinieri mentre lasciava il locale e, alla vista delle divise, ha cercato di disfarsi di 5 dosi di cocaina che aveva addosso. Una successiva perquisizione della camera d'albergo dove alloggiava ha permesso di scoprire 10 dosi di Mdma e altrettante di marijuana, oltre a un bilancino di precisione e una considerevole quantità di denaro ritenuto provento di spaccio. Ammanettato e portato in caserma, verrà processato lunedì per direttissima.

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