Cronaca

La querelle sugli artisti di strada scatena il web, contro l'influencer interviene il busker riminese

Federico Baroni attacca Giulia Torelli dopo che l'influencer aveva pubblicato sui social un commento al vetriolo su quanti si esibiscono lungo le strade e piazze cittadine

A scatenare gli animi è stata la definizione "Inquinamento acustico" con la quale Giulia Torelli - influencer nota con il nome Rock and Fiocc - ha bollato gli artisti di strada che giorni fa si stavano esibendo in corso Vittorio Emanuele, a Milano. Dopo lo scivolone sul voto agli anziani, ecco l'ennesima gaffe che gli è costata una nuova gogna

Come riporta Today.it Luca Bizzarri ha aperto le danze sui social e adesso è Federico Baroni a intervenire. Il famoso busker di Rimini ha replicato a Giulia Torelli in un video su TikTok: "Ho ricevuto tantissimi messaggi dopo le parole utilizzate da questa ragazza. Come busker, avendo suonato tanti anni per strada e avendo fatto cose abbastanza importanti per cercare di diffondere il busking in Italia, ci tenevo a rispondere nel modo giusto per cercare di far riflettere tutte quelle persone che come la ragazza hanno ancora questa visione e questa considerazione dell'artista di strada come uno che non ce l'ha fatta e ha bisogno di andare a suonare per racimolare qualche soldo e che la strada è l'unico palco dove può portare la propria musica". Federico parla della sua esperienza: "Fare musica di strada è un'esigenza, è un bisogno che le persone hanno di esprimersi e di condividere la propria passione con altre persone. A me ha cambiato la vita. Quando ho iniziato nel 2014 eravamo in pochi a farlo e mi ha fatto vedere la luce dopo un anno della mia vita passato a suonare nei localini in cambio di un paio di birre calde e davanti a persone che non avevano alcun interesse verso la mia musica". 

La svolta è arrivata durante un viaggio in Inghilterra: "In quei due mesi ho veramente pensato che sarei voluto tornare con qualcosa di nuovo per ricominciare a credere nelle mie canzoni. Ho girato tutta l'Inghilterra e a Liverpool sono stato colpito nel vedere quanti artisti di strada ci fossero per la città, quanto talento ci fosse e quanta gente apprezzava tutto questo. Un giorno un artista mi ha chiesto se volevo fare un brano, ho preso la mia chitarra, mi sono messo davanti al microfono e ho cantato questo brano che avevo scritto a Londra. In quel momento era scomparso tutto intorno a me, non lo dimenticherò mai. Mentre cantavo pensavo come fosse possibile che centinaia di persone stavano in quel momento davanti a me, non conoscendomi. Eppure mi guardavano come se mi conoscessero, avevo questa sensazione. Questo secondo me è il vero significato di fare musica in strada - spiega - quello che spinge un artista nonostante i no e le porte in faccia. Bisogna apprezzare il coraggio che c'è dietro e la passione che ci porta a fare questo lavoro. Un lavoro che ti porta a suonare con le mani congelate una chitarra, a cantare con un freddo cane e restare senza voce il giorno dopo. Dietro ogni artista di strada c'è tanta passione, ci sono tanti sacrifici, tante rinunce, tanto studio ed è giusto che questo lavoro venga considerato tale anche in Italia".

Poi l'appello: "In Inghilterra è così, artisti vengono presi dalla strada e lanciati a livello discografico, gli vengono dati dei sussidi da parte dello Stato e c'è tantissima ammirazione nei loro confronti. Ci tenevo a condividere con voi tutto questo perché fare musica per strada è stata l'esperienza più bella della mia vita. Quando leggo certe cose e leggo certi messaggi mi dispiace tanto perché ci dovrebbe essere più considerazione degli artisti che si esibiscono per strada. Non facciamoci imbambolare dalle parole di persone che screditano, ridicolizzano la figura degli artisti di strada". Infine ringrazia Luca Bizzarri per aver difeso la loro categoria e per aver messo in luce il reale impegno che c'è dietro, citandolo: "Dire le caz***, questo sì che è vero inquinamento acustico".

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