Aspirante suicida salvato in extremis dai carabinieri di Novafeltria

L'uomo è stato bloccato quando stava scavalcando il parapetto della rocca di San Leo per gettarsi nel vuoto

Pomeriggio agitato, quello di mercoledì, per i carabinieri della Compagnia di Novafeltria che, solo per un soffio, sono riusciti ad evitare che un uomo si togliesse la vita gettandosi dalla rocca di San Leo. Tutto è iniziato quando, dalla Repubblica di San Marino, è partito un allarme dalla Gendarmeria che informava i colleghi italiani degli intenti suicidi di un 60enne sammarinese. L'uomo, infatti, aveva espresso alla figlia la volontà di farla finita per poi salire a bordo della propria Fiat Panda e allontanarsi. L'utilitaria è stata segnalata nei pressi del confine a Chiesanuova e, i carabinieri, si sono messi al suo inseguimento fino a quando è stata intercettata sulla Sp22 "Leontina" in direzione di San Leo.

Alla vista della gazzella, arrivata a sirene spiegate, il 60enne ha iniziato ad accelerare e a procedere zigzagando per cercare di seminare i militari dell'Arma. Arrivato a San Leo, l'uomo ha proseguito fino alla rocca dove ha abbandonato la Panda e si è diretto verso il parapetto e, poco prima di scavalcarlo per gettarsi nel vuoto, è stato agguantato dai carabinieri e portato in salvo. Il sammarinese continuava a ripetere “lasciatemi, la voglio fare finita” dimenandosi ed urlando finchè, con fatica, i militari dell'Arma sono riusciti a calmarlo, a convincerlo a tornare al di la del parapetto e a salire sulla “gazzela” proprio mentre sopraggiungeva una delle figlie, che piangendo, abbracciava il padre.

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Il 60enne è stato portato nella caserma di Novafeltria e, sul posto, è stato chiesto l'intervento del 118 arrivato con ambulanza e auto medicalizzata. Qui è stato raggiunto anche dalla moglie e da un’altra figlia che ringraziavano i carabinieri. “L’avete salvato voi, ho visto tutto, non fosse stato per voi sarebbe morto” ha detto una di loro abbracciando i militari commossa. I sanitari, nel frattempo, hanno portato l'aspirante suicida all’Ospedale di Stato della Repubblica di San Marino dove è stato ricoverato.

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