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Assistenza di anziani e disabili: i caregiver familiari chiedono di essere tra i primi vaccinati

L'associazione regionale: " I dati parlano di 2 milioni di persone assistite dai propri familiari. Se si ammala il caregiver, cosa ne sarà dell'assistito?"

Inserire, nella predisposizione del piano vaccini, i caregiver familiari tra i destinatari prioritari della somministrazione, oltre ad anziani e operatori sanitari: è quanto Carer, l'associazione dei caregiver dell'Emilia-Romagna, chiede in una lettera urgente alle istituzioni nazionali e regionali. "Ci siamo mossi con urgenza perché martedì il piano vaccini sarà discusso in Parlamento- spiega Loredana Ligabue, segretaria di Carer-. In questo difficile contesto, cruciale è il ruolo degli operatori sanitari e del personale delle rsa, ma altresì essenziale è il ruolo dei caregiver familiari che hanno garantito e garantiscono sostegno, accudimento, accompagnamento a persone disabili e non autosufficienti. Essenziali, dunque, ma ancora invisibili. I dati parlano di 2 milioni di persone assistite dai propri familiari, non è possibile ignorare questa realtà. Se si ammala il caregiver, cosa ne sarà dell'assistito?". La lettera è indirizzata al ministro della Sanità Roberto Speranza, alla presidente della Commissione sanità Annamaria Parente, all'assessore regionale alla sanità Raffaele Donini e alla Direttrice generale Cura alla Persona, Salute e Welfare della Regione Emilia-Romagna, oltre che membro del Comitato Tecnico Scientifico Licia Petropulacos. "Il tema della fragilità sanitaria dei caregiver è un tema europeo, che poi si declina a livello nazionale. Nei giorni scorsi il governo scozzese, per esempio, ha annunciato di avere inserito i caregiver nel piano vaccini anti Covid-19 come soggetto prioritario".

Nei giorni scorsi anche Assindatcolf aveva avanzato una richiesta simile: "Chiediamo al Governo e al commissario per l'emergenza Covid-19 Domenico Arcuri che i vaccini vengano somministrati in via prioritaria anche agli assistenti familiari che in casa si occupano delle persone non autosufficienti, ovvero alle badanti", ha dichiarato Andrea Zini, presidente dell'associazione nazionale dei datori di lavoro domestico. "La dimensione della domiciliarita', che condividiamo con le assistenti domestiche, è sempre trascurata. È il momento di un cambio di passo".

(Agenzia Dire)

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