Sequestrato il patrimonio di "Nonno carabina", mandante del tentato omicidio Mulargia

Già condannato a 12 anni di reclusione, per Attilio Da Corte Zandatina è stato applicato il “Codice delle Leggi Antimafia e delle Misure di Prevenzione”

Era stato ritenuto colpevole di essere il mandante dell'agguato ad Augusto Mulargia che si era consumato la sera del 5 aprile 2015 in via Carlo Zavagli e condannato a 12 anni di reclusione, 20 quelli chiesti da pubblico ministero, "Nonno carabina" al secolo il 75enne Attilio Da Corte Zandatina. I giudici del Tribunale di Rimini hanno riconosciuto nei suoi confronti la mancanza di premeditazione e, allo stesso tempo, le attenuanti generiche in quanto l'agguato sarebbe nato come una semplice intimidazione e, solo per un caso fortuito, la pallottola aveva raggiunto Mulargia all'arteria femorale. Adesso, per "Nonno carabina" è arrivata una nuova tegola coi carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Rimini che hanno eseguito nei suoi confronti un sequestro beni e disponibilità bancarie per un totale di 100mila euro. Il provvedimento di sequestro preventivo è stato disposto dal Tribunale di Rimini, su richiesta della Procura della Repubblica, a seguito di complessi accertamenti patrimoniali condotti dai militari dell’Arma nell’ambito di un procedimento finalizzato all’applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti del 75enne, con contestuale richiesta di sequestro preventivo dei beni per la successiva confisca.

Le attività tecniche di intercettazione condotte nell’ambito delle indagini sul tentato omicidio di Augusto Mulargia hanno consentito di captare dialoghi dai quali emergeva chiaramente che i soggetti monitorati erano dediti allo spaccio di consistenti quantitativi di sostanza stupefacente, motivo per cui il 27 ottobre 2017 Zandatina era stato colpito anche da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Rimini per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti continuato, in concorso con altri quattro soggetti. In tale contesto ed in considerazione dei numerosi precedenti di polizia da cui il predetto risulta gravato, ritenendo che lo stesso sia un personaggio socialmente pericoloso e quindi rientrante nelle categorie che il “Codice delle Leggi Antimafia e delle Misure di Prevenzione” individua come coloro che risultano vivere abitualmente di traffici delittuosi, nei confronti del predetto è stata avanzata una proposta per l’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno, sulla quale il Tribunale di Rimini deve ancora esprimersi, con contestuale richiesta di sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca dei beni allo stesso riconducibili.

Gli accertamenti effettuati nei confronti di Attilio Da Corte Zandatina hanno consentito di stabilire che lo stesso sia abitualmente dedito a traffici delittuosi, nonché di ritenere che viva abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività illecite, appurando nel contempo evidenti sproporzioni tra le fonti di reddito dallo stesso dichiarate ed il cospicuo valore dei beni a lui riconducibili. I militari dell’Arma hanno provveduto a porre sotto sequestro due terreni agricoli ubicati in Rimini, località Corpolò, le disponibilità finanziarie esistenti su alcuni conti correnti e fondi di deposito, nonché i beni contenuti in una cassetta di sicurezza custodita presso un istituto bancario di Rimini, per un valore complessivo di 100.000 euro circa.

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