Dimezzare l'uso del sale riduce del 23% il pericolo di avere un ictus

Anche i servizi di Igiene degli Alimenti e Nutrizione dell’Ausl della Romagna aderiscono all’iniziativa, sollecitando i cittadini ad una scelta consapevole di alimenti meno ricchi di sale al momento dell’acquisto, anche attraverso la lettura dell’etichetta nutrizionale

Attenzione al sale nascosto: leggi l’etichetta. Recita così il messaggio che accompagna dal 16 al 22 marzo la Settimana Mondiale per la riduzione di sale, promossa in Italia dalla Società Italiana di Nutrizione Umana. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i consumatori sulla diffusa presenza di sale nascosto, consumato in grandi quantità fin dall’infanzia. Anche i servizi di Igiene degli Alimenti e Nutrizione dell’Ausl della Romagna aderiscono all’iniziativa, sollecitando i cittadini ad una scelta consapevole di alimenti meno ricchi di sale al momento dell’acquisto, anche attraverso la lettura dell’etichetta nutrizionale.

Senza pensarci, infatti, ogni giorno mangiando assumiamo dosi di sale che risultano di gran lunga superiori al normale fabbisogno: il consumo medio in Emilia Romagna è pari a 10 grammi al giorno, una quantità che è 2 volte maggiore a quella raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, cioè 5 grammi come assunzione massima nell’adulto. Un consumo eccessivo di sale può favorire l’instaurarsi dell’ipertensione arteriosa, soprattutto nelle persone predisposte e aumentare il rischio dell’insorgere di alcune malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni. Di conseguenza, ridurre gli apporti di sale rappresenta una importante misura preventiva. Sempre secondo l’Oms, dimezzare da 10 a 5 grammi di sale (circa un cucchiaino di caffè) al giorno può ridurre del 23% il pericolo di avere un ictus e del 17% quello di avere una malattia del cuore. Su scala mondiale, questa percentuale si traduce in oltre 1 milione di vite risparmiate ogni anno. Si comprende bene, allora, come ridurre il consumo di sale sia un’importante misura preventiva. Molte persone, infatti, diventano consapevoli del fatto che l’eccesso di sale favorisce l’aumento della pressione arteriosa soltanto una volta che l’ipertensione si sia già manifestata. Molti ancora non hanno sufficiente consapevolezza del legame diretto esistente tra l’eccesso di sale alimentare e il rischio di eventi cardiovascolari disabilitanti e potenzialmente fatali, come ictus, infarto e scompenso cardiaco.

Diminuire la quantità di sale non è difficile, soprattutto se la riduzione avviene gradualmente. Infatti il nostro palato si adatta facilmente, ed è quindi possibile rieducarlo a cibi meno salati, senza per questo rinunciare al gusto. Basta seguire nella alimentazione di tutti i giorni alcune semplici regole: quando fai la spesa, acquista alimenti poco saliti, controlla sempre le etichette anche delle acque minerali;quando sono disponibili, scegli prodotti limita l’uso di condimenti contenenti sodio (dado da brodo, senape, ketchup) ed insaporire le portate con delle erbe aromatiche fresche, delle spezie o usando limone ed aceto. Entro pochi mesi, o addirittura settimane, gli stessi cibi appariranno saporiti al punto giusto, mentre sembreranno troppo salati quelli conditi nel modo precedente. E ancora,  latte e yogurt sono una buona fonte di calcio con pochissimo sale, preferire i formaggi freschi a quelli stagionati; durante gli spuntini, frutta e spremute sono una ottima alternativa agli snack salati. Nell’attività sportiva leggera reintegrare con la semplice acqua i liquidi perduti attraverso la sudorazione. E se proprio ritieni il menù insipido, usa solo un pizzico di sale, ma iodato.

Nelle etichette alimentari, i nomi che indicano la presenza di sale aggiunto sono: sodio (o NA), cloruro di sodio, fosfato monopodico, glutammato di sodio, citrato di sodio. La maggior parte del sale introdotto con la dieta è quello già presente nei prodotti che acquistiamo. Diversi alimenti naturalmente poveri di sale, subiscono infatti un trattamento tecnologico di trasformazione che li rende più salati.

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“Più salute con meno sale nel Pane” - E’ il titolo della campagna regionale avviata nel 2014 dai Servizi Igiene degli Alimenti e Nutrizione dell’Azienda Usl della Romagna, nell'ambito dell'accordo con le associazioni regionali dei panificatori per la produzione di pane a ridotto contenuto di sale. Il progetto prevede corsi di formazione per operatori di settore; al termine del corso i panificatori possono scegliere se aderire o meno alla campagna, impegnandosi a produrre pane con meno sale e a promuoverne l'acquisto, non aumentando il prezzo di vendita. I panifici che aderiscono al progetto saranno facilmente riconoscibili, dalla vetrofania con il logo della campagna “Pane meno sale. Più salute con meno sale”'.

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