Autobus in fiamme, Start risponde all'attacco dei sindacati

"Avviata immediatamente una verifica interna per comprendere le possibili cause dell'incendio"

Sulla vicenda del bus in fiamme nel giorno di Natale a Montescudo lunedì sono intervenuti i sindacati con una nota unitaria lamentando un organico non adeguato all’interno delle Officine di Start Romagna. Un intervento a cui risponde martedì l'azienda di trasporti che annuncia che sarà analizzato quanto accaduto insieme al personale delle officine.  "A proposito dell’episodio verificatosi sulla linea da Montescudo a Rimini, quando il bus privo di passeggeri che stava rientrando in deposito a fine servizio è finito in fiamme l'Azienda ha avviato immediatamente una verifica interna per comprendere le possibili cause dell’incendio e condividerle col personale delle officine. Oltre a rimarcare l’operato corretto dell’autista alla guida", precisa Start Romagna.

Start Romagna ricorda l’impegno nel rinnovo del suo parco mezzi. "Il Piano Industriale approvato dalla compagine sociale parte da una dotazione di 555 bus, per il 34% almeno euro 4 con la previsione di abbassare questa soglia al 10% nel 2023. La strategia prevede la costante riduzione dei veicoli a gasolio, l’aumento dell’alimentazione a metano e l’introduzione di mezzi elettrici, con la progressiva introduzione di mezzi alimentati a metano liquido per l’ambito extraurbano. Gli investimenti fra 2020 e 2023 saranno di oltre 38 milioni, il 20% in autofinanziamento, per l’acquisto di 160 nuovi bus. L’obiettivo è quello di mantenere l’età media dei mezzi a 10 anni, rispetto ai 12,2 della media nazionale. Il bus in questione, classe Euro3 e quindi in programma di essere sostituito dopo che nel 2020 lo sono stati tutti gli Euro 2, l’ultima manutenzione approfondita sul mezzo è avvenuta nello scorso maggio. Da quella revisione il mezzo ha percorso circa 30mila km".

L’azienda accoglie con favore il richiamo sindacale alla necessità della manutenzione preventiva, "essendo tale modalità operativa un punto centrale del piano industriale, oggetto di uno studio specifico sviluppato nel 2020 che analizza le attività manutentive su tutto il territorio servito da Start superando una logica di bacino, come peraltro presentato alle rappresentanze sindacali dei lavoratori. Giova ricordare che nell’anno che volge al termine si sono svolti 65 incontri sindacali a conferma dell’attenzione verso le organizzazioni sindacali e della volontà di condivisione con tutti i lavoratori. Quanto al personale addetto alla manutenzione Start Romagna sta dando seguito ai programmi contenuti nel piano industriale e comunicati puntualmente alle organizzazioni sindacali". 

L’Azienda conferma "la difficoltà nel reperire personale specializzato sul mercato, al quale offre le condizioni economiche previste dai vigenti contratti di lavoro. Da qui l’intenzione di investire sui giovani, che al fianco del personale più esperto consentiranno di ringiovanire e incrementare un settore strategico per la qualità e la sicurezza del servizio".

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