Avanti con i nuclei di cure primarie e meno ricette mediche: accordo tra Ausl e medici di base

Servizi sempre più vicini al cittadino con una maggior strutturazione dei nuclei di cure primarie, ma anche la prescrizione più appropriata dei farmaci: sono questi i concetti chiave

Servizi sempre più vicini al cittadino con una maggior strutturazione dei nuclei di cure primarie, ma anche la prescrizione più appropriata dei farmaci: sono questi i concetti chiave del nuovo accordo locale sottoscritto dall’Azienda USL della Romagna, nella persona del Direttore Generale Marcello Tonini, con le sigle sindacali Fimmg, Snami, Smi, che rappresentano quasi tutti gli 800 medici di famiglia che operano in Romagna. I medici di famiglia sul territorio dell’A.USL Romagna sono 790, così suddivisi: 146 nel Cesenate; 140 nel Forlivese; 269 nel Ravennate; 235 nel Riminese. I nuclei di cure primarie in Romagna sono complessivamente 48: 7 nel cesenate; 11 nel forlivese; 17 nel ravennate; 14 nel riminese. Le Case della Salute sono complessivamente 20: 4 nel cesenate; 4 nel forlivese; 7 nel ravennate; 5 nel Riminese.

Nuclei cure primarie e Case della Salute - L’intesa conferma, ovviamente, i Nuclei di cure primarie - vale a dire raggruppamenti di medici di famiglia mirati a dare, grazie alla sinergia tra i componenti, maggiori servizi ai pazienti - e le Case della Salute. I Nuclei sono modellati in maniera omogenea sul territorio in modo che ogni nucleo assista, complessivamente, tra i 15mila ei 20mila cittadini. L’accordo sottoscritto pochi giorni fa punta ad una strutturazione ancora maggiore dei Nuclei, con un coinvolgimento ancora più forte di tutte le figure professionali, in modo che diventi l’elemento fondante dell'architettura del territorio,  luogo in cui il cittadino può trovare assistenza primaria e sede della presa in carico della patologia cronica. Tale realtà, già diffusa nei territori di Rimini, Cesena e Forlì, riceve ora un forte impulso anche nei territori in cui era meno rappresentata. Così facendo in tali strutture, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 19, sarà presente un medico di famiglia cui il cittadino potrà rivolgersi anche nelle ore di chiusura dell’ambulatorio del proprio medico curante (che ovviamente rimane il medico di fiducia dell'assistito). Inoltre viene garantito in tutte le sedi del Nucleo, durante le mattinate delle giornate prefestive infrasettimanali, la presenza di un ambulatorio dalle ore 8.30 alle 12.30 rivolto a tutti i cittadini di quel Nucleo. Il collegamento informatico tra colleghi consentirà al medico in servizio di accedere a tutte le informazioni sanitarie necessarie per esercitare in maniera appropriata l'attività di diagnosi e cura.

Pazienti cronici - Attraverso i Nuclei di Cure Primarie e le Case per la Salute si esplicita un altro importante obiettivo del rinnovato accordo: il sostegno delle politiche di presa in carico del paziente cronico, per il quale è previsto un investimento, da parte dell’Azienda, di 2.800.000 euro. Il medico di famiglia avrà un ruolo sempre più da protagonista nella gestione delle malattie croniche, in particolare quelle più diffuse: diabete, scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronica ostruttiva e pazienti in terapia anticoagulante orale. Molto importante la crescente integrazione con il personale infermieristico.

Prescrizioni di farmaci e visite - Il terzo concetto, quello della appropriatezza prescrittiva, contempla una sempre maggiore responsabilizzazione di tutti i professionisti della sanità, compresi i medici di famiglia, rispetto ad un uso attento e razionale delle risorse sanitarie per le quali ancora notevoli sono i margini di miglioramento.  In particolare per quanto attiene ai farmaci, l’obiettivo principale delle politiche di appropriatezza risiede nell’accrescere la sicurezza del paziente. Non va inoltre dimenticato che le risorse che si potranno liberare grazie ai margini di miglioramento nell’appropriatezza prescrittiva saranno reinvestite per il miglioramento dei servizi, per i cittadini e gli operatori. Particolare attenzione sarà dedicata all’incentivazione all’uso di farmaci a brevetto scaduto.

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