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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Balneari, gli operatori in stato di agitazione. "Tempi troppo stretti e imprese familiari a rischio"

Il presidente Mauro Vanni: "Tutto dipenderà da come saranno strutturati i bandi". Giorgio Mussoni di Oasi Italia: "Nostre istanze recepite, ma occorrono ancora modifiche" Gli operatori del salvataggio chiedono di essere coinvolti

Due grosse incognite pesano sul mondo dei balneari riminesi, a fronte del via libera della riforma da parte del Consiglio dei Ministri. “Il peso che avranno gli investimenti all’interno dei bandi di gara” e “tempistiche strette che rischiano di portare a errori”. Per questi motivi Mauro Vanni, presidente regionale di Confartigianato-Imprese demaniali informa con la categoria “è in stato di agitazione”. Perché ok la proposta giunta dal governo ma in vista dei decreti attuativi “ci sono molti aspetti da chiarire”.

Dubbi su tempistiche e investimenti

Gli operatori balneari non bocciano a prescindere il documento redatto dal governo, “che per molti aspetti ha ascoltato le nostre istanze”, dice Giorgio Mussoni, presidente di Oasi Italia, che qui raggruppa 600 operatori. Ma la partita si giocherà sui dettagli e sul peso di alcuni passaggi. Tutti chiedono che i decreti non vadano a snaturare l’attuale organizzazione delle spiagge, perché dietro agli stabilimenti ci sono storie, tradizioni, operatori. Il senatore riminese Antonio Barboni (Forza Italia) assicura che la partita è ancora tutta da giocare: “Alcuni aspetti sono stati inseriti, altri aspetti no e spetterà al Parlamento l'ultima parola”.

In queste ore molti operatori stanno chiedendo informazioni e notizie alle associazioni di categoria. “Gli operatori chiedono chiarezza, perché tutto è generico, bisogna entrare nello specifico – spiega il presidente Mauro Vanni -. A tutti stiamo dicendo di leggere i documenti: è fondamentale che le categorie lavorino per tutelare i lavoratori. E’ importante raccogliere le istanze e coinvolgere Regioni e Comuni per evitare che nella fretta vengano commessi errori”.

Giorgio Mussoni di Oasi Italia si ritiene abbastanza soddisfatto: “Ci sono sicuramente alcuni punti su cui intervenire, essendo un disegno di legge si potrà intervenire in sede parlamentare. Ma le nostre istanze hanno ricevuto un riconoscimento, questo va detto”. Sul tema interviene anche il senatore riminese Marco Croatti (Movimento 5 Stelle): “In attesa di approfondire il testo uscito dal governo, riteniamo che la strada intrapresa sia quella giusta. Come Movimento 5 Stelle abbiamo lavorato perché si arrivasse a un sistema di gare con meccanismi premianti per tutti quei titolari di concessione che negli ultimi anni hanno lavorato in modo virtuoso”.

Ma è sul punto della forza degli investimenti che Mauro Vanni pone le maggiori preoccupazioni: “Se i bandi daranno alti punteggi in funzione degli investimenti, le imprese con più potere economico vinceranno sulle imprese familiari. Chi ha molto da investire vincerà a discapito delle gestioni familiari avendo un potenziale economico limitato. Tutto dipenderà da come verranno scritti i bandi”. E c’è la grande incognita dettata dalle tempistiche: “Andare ad evidenza pubblica nel 2024 vuol dire non avere i tempi tecnici per una riassegnazione seria delle concessioni. Il Parlamento dovrà lavorare per riempire di contenuti il decreto e ci vorrà tempo. Poi dovranno lavorare le Amministrazioni sul territorio”, conclude il presidente di Confartigianato-imprese demaniali.

Il coordimamento di salvataggio incontra il sindaco

Una delegazione del Coordinamento del Salvataggio pubblico composta da Maria Ferraris, Roberto Biagini e Mirco Botteghi nel frattempo ha incontrato il sindaco Jamil Sadegholvaad e l'assessora Roberta Frisoni. In un documento che contiene cinque punti fondamentali chiedono in particolare anche il coinvolgimento ai tavoli del Coordinamento e che gli enti pubblici si facciano parte attiva. "La partita delle concessioni demaniali marittime a scopo turistico ricreativo si gioca su scala nazionale e regionale - scrivono -. Non per questo, però, l’ente locale territoriale deve esimersi dall’esercitare il suo importante ruolo con la prerogativa di finalizzare i suoi scopi istituzionali al perseguimento del pubblico interesse nell’ambito delle sue competenze e prerogative e su questo il Comune di Rimini avrà il nostro appoggio". E in vista di futuri incontri il coordinamento chiede "di partecipare, con la stessa dignità delle associazioni di categoria dei balneari, a tutti i tavoli in cui si parla e dove si trattano argomenti relativi al demanio marittimo".

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