Bambini a casa e madri lavoratrici, Petitti: "E' necessario sostenere le famiglie"

"Fondamentale tenere in considerazione la possibilità di consentire, nel rispetto delle regole, una moderata ripresa della socialità dei più piccoli"

"In queste settimane tantissime madri mi hanno scritto e contattato per parlarmi delle loro preoccupazioni legate alla fase della ripartenza - afferma Emma Petitti - Quando le attività riapriranno, chi si prenderà cura dei bambini adesso che le scuole, i nidi e i centri estivi sono chiusi? Una domanda più che legittima a cui serve dare una risposta concreta, per evitare innanzitutto che alcune donne si ritrovino costrette ad abbandonare il loro lavoro o rivedere i loro contratti per poter prendersi cura dei propri figli una volta terminato il lockdown". 

Continua Petitti: "Comuni, Regioni e Governo stanno dimostrando a mio avviso grande serietà e professionalità nel gestire le misure legate alla fase 2 - quella della ripartenza -, per mettere in campo uno schema valido ed efficace che tenga in considerazione sia l'emergenza sanitaria, che purtroppo ancora non ci siamo lasciati alle spalle, sia le necessità economiche, su cui, giustamente, sempre di più le persone chiedono interventi.  Tuttavia non posso che essere preoccupata per quello che accadrà dopo il 3 maggio per quanto riguarda i bambini e le loro famiglie. Per la stragrande maggioranza delle donne lavoratrici sarebbe insostenibile economicamente lasciare i loro figli ad una baby sitter per così tanto tempo, oltre che, a mio avviso, troppo difficile e stressante per gli stessi bambini.

Soprattutto i più piccoli hanno bisogno di socialità e mobilità, anche da un punto di vista del loro sviluppo cognitivo ed emotivo. Non dimentichiamo che la loro reclusione forzata in casa è iniziata ben prima rispetto a quella della popolazione adulta. Questa situazione di sedentarietà inizia ad essere pesante e sempre meno gestibile. Hanno bisogno di un po' di movimento, di tornare un attimo al parco, giocare all'aria aperta, attività indispensabili per esplorare e conoscere il mondo affettivo e relazionale che li circonda, per la loro serenità interiore e per lo sviluppo delle loro potenzialità. Adesso come adesso, in cui si stanno programmando le graduali riaperture delle attività, è quindi più che mai fondamentale tenere in considerazione la possibilità di consentire, ovviamente nel rispetto delle regole, una moderata ripresa della socialità dei bambini. Il tutto, ripeto, in piena sicurezza: non possiamo permetterci sbagli o passi falsi. 

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Serve pensare quindi a un adeguato programma di sostegno all'infanzia e ai servizi educativi, nonché a un piano di supporto alle madri che lavorano, attraverso magari congedi parentali estesi, voucher baby sitter, l'ideazione di nuove occasioni ludiche, motorie e ricreative. Ora più che mai si richiede lungimiranza e concretezza. Con il Ministero dell'Istruzione è poi necessario mettere a punto un progetto per approvare come e quando avverrà un ritorno tra i banchi".

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