Aeroporto, Vitali le canta: "La Carim dimentica il suo dissesto"

La Carim non può salire certo sul pulpito per bacchettare il debito accumulato dalla società di gestione dell'aeroporto Aeradria. A ricordargli la dolorosa vicenda del commissariamento da parte della Banca d'Italia è il presidente della Provincia Stefano Vitali.

La Carim non può salire certo sul pulpito per bacchettare il debito accumulato dalla società di gestione dell'aeroporto Aeradria. A ricordargli la dolorosa vicenda che ha portato poi al commissariamento da parte della Banca d'Italia è il presidente della Provincia Stefano Vitali. Un passo indietro: ieri l'affondo di Banca Carim che, nella vicenda del dissesto economico e del concordato di Aeradria, si definisce "vittima" e "non certamente complice".

E mercoledì la replica di Stefano Vitali, presidente della Provincia di Rimini che non manca di sottolineare come le istituzioni locali siano intervenute, insieme ad altri protagonisti, per sostenere l'istituto di credito quando i suoi conti erano in sofferenza e, successivamente, commissariato dalla Banca d'Italia. Insomma, se quello era un pezzo di Rimini da salvare, allora lo è pure l'aeroporto e tutti devono remare in un senso.

Dice Vitali: "Va accolto con favore e giusta speranza il senso dell'intervento in cui il consiglio di amministrazione di 'Banca Carim' esprime, attraverso inserzioni a pagamento sui quotidiani locali, le proprie riflessioni 'di creditore' circa la complessa situazione in cui versa Aeradria - osserva in una nota -: colgo un ragionamento sostanzialmente positivo circa i temi prioritari relativi alla delicata questione societaria, attualmente sottoposta alla valutazione del Tribunale di Rimini".

“L'istituto di credito ha avuto purtroppo, e di recente, diretta e dolorosa esperienza, come migliaia di imprese, come Aeradria, delle difficoltà finanziarie inattese e sopraggiunte, conducendolo a un solo passo dal fallimento". Snocciolando i numeri delle difficoltà della banca il presidente della Provincia di Rimini, parla di un debito "più o meno 25 volte il debito di Aeradria, che costrinse gli azionisti, preoccupati e orgogliosi di salvare in fretta la banca piuttosto che aprire legittimi processi circa le responsabilità e le cause" del suo dissesto. Di fatto, ammonisce, "tutta la comunità, compresi Provincia e Comuni, concorsero a quel giusto mutuo soccorso, nella sincera convinzione che le infrastrutture del territorio vanno tutelate a costo di ogni sacrificio, pure se esso ammonta a una cifra che supera i 220 milioni di euro, ad occhio qualcosa di più dei 9 di credito Carim con Aeradria, percentualmente equivalenti allo 0,4%".

In questo senso, chiosa Vitali, "ritengo confortante l'atteggiamento del cda della banca al quale posso ribadire che anche il percorso (ovviamente di dimensioni finanziariamente molto più limitate) per l'eventuale ingresso in Aeradria di nuovi soci è e sarà portato avanti con la stessa trasparenza, il medesimo desiderio di 'luce del sole, uguale coinvolgimento delle parti interessate, che ha caratterizzato le trattative e le operazioni di ricapitalizzazione condotte dal management di Carim tra 2011 e 2012 per il salvataggio dell'istituto bancario".

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