Bancarotta fraudolenta da 5 milioni di euro, arrestati tre imprenditori

L'azienda affidata a una "testa di legno" è stata completamente spogliata di tutti i suoi beni prima di farla fallire

Al termine di una serie di indagini, nell'ambito dell'operazione "Alopex", i militari della Guardia di Finanza di Rimini hanno arrestato due imprenditori e la loro "testa di legno", tutti già noti alle forze dell'ordine e legati alla criminalità organizzata pugliese, accusati di bancarotta fraudolenta per 5 milioni di euro. Secondo le indagini delle Fiamme Gialle il trio avrebbe ordito il fallimento di una ditta di commercio all’ingrosso e al dettaglio di calze, intimo ed accessori, con sede a Misano Adriatico distraendone prima del crack l’intero patrimonio. Da quanto emerso gli imprenditori i due fratelli pugliesi di 51 e 41 anni, attivi nel settore del commercio ambulante, avrebbero fatto acquisire al loro prestanome, un 41enne privo di alcuna esperienza imprenditoriale, nullatenente e con problemi di tossicodipendenza, la fiducia dei fornitori in modo da poter effettuare ingenti acquisti di merce e procrastinare i pagamenti, con il proposito recondito di non onorarli a scadenza.

Una volta ottenuto il materiale, le giacenze di magazzino e i beni aziendali della ditta, prima del fallimento, sarebbero stati trasferiti ad altri soggetti sempre riconducibili ai due salentini. Tra le altre cose, i fratelli avrebbero anche acquistato la merce in esenzione d’IVA, dichiarandone l’esportazione, per poi venderla invece sul territorio nazionale in evasione d’imposta e occultato le scritture contabili al fine di non consentire la ricostruzione del volume d’affari per l’anno 2014, a danno dell’Erario e degli altri creditori. Quando l'azienda era oramai decotta, i pugliesi avrebbero scaricato tutta la responsabilità sul 41enne, appunto nullatenente, su cui i creditori non avrebbero potuto rivalersi per ottenere il soddisfacimento dei propri crediti. Le indagini hanno consentito di raccogliere elementi idonei a dimostrare che i suddetti avrebbero distratto merce per un valore pari a oltre 5 milioni di euro.

Sulla scorta delle risultanze investigative, la Procura della Repubblica di Rimini, nella persona del Sostituto Procuratore della Repubblica, dr. Luca Bertuzzi, ha chiesto l’emissione di misure cautelari personali e reali a carico dei principali indagati che che sono state accolte dal Gip Vinicio Cantarini, il quale ha disposto l’arresto in carcere per il 51enne, residente a Misano Adriatico, e gli arresti domiciliari per il fratello 41enne, residente a Gallipoli, e per la "testa di legno" 41enne, residente in provincia di Brescia. I provvedimenti restrittivi sono stati operati ieri, rispettivamente a Bologna, Gallipoli e Calcinato (BS); contestualmente, nei loro confronti, le Fiamme Gialle hanno anche dato esecuzione al correlato provvedimento di sequestro preventivo per oltre 200 mila euro.

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