Bando periferie, congelati i 18 milioni di euro per la riqualificazione di Rimini Nord

Marco Croatti (M5S): "Finita l’epoca dei finanziamenti a pioggia con cui il Pd distribuiva soldi dei contribuenti senza un minimo di progettualità ed efficienza"

In bilico i consistenti finanziamenti che dovevano confluire in città da parte del Governo, per una serie di grandi opere strategiche locali. Si tratta dei 18 milioni di euro che, a Rimini, erano dati per sicuri dopo la firma delle convenzioni tra il precedenti Governi Renzi-Gentiloni e gli enti locali interessati relativi al cosiddetto “Bando periferie”, un piano per cofinanziare 120 opere per un totale di 2,1 miliardi di euro dello Stato che attivavano in totale 4 miliardi di investimenti in Italia, se si considerano i contributi di enti locali, fondazioni bancarie e privati. Ad annunciare il mancato arrivo dei fondi è un inferocito Andrea Gnassi che definisce la scelta del governo: “Una grande rapina“. “Ci sono progetti esecutivi e procedure avviate -commenta il sindaco di Rimini. - E’ stata firmata una convenzione con lo Stato. Come sindaci delle 96 città, coinvolte da questa decisione, stiamo studiando una strategia comune. In Parlamento chiederemo che l’emendamento sia tolto. Se il Governo andrà avanti ci attiveremo per ricorsi e diffide. Faremo ricorso alla Corte dei Conti. E poi lancia una provocazione: “allora sospendiamo per due anni la quota a parte dello Stato dell’Imu“.

Dopo anni di ristrettezze per le opere pubbliche locali, si tratta del principale stanziamento dello Stato su questo capitolo. Ma ora si rischia di bloccare tutto. Con un emendamento della maggioranza inserito nel decreto Milleproroghe (emendamento ancora da approvare eventualmente in sede di conversione in legge a settembre e quindi ad ora non efficace come legge), il Governo Lega-M5S di fatto fa slittare al 2020 l'erogazione dei fondi, sempre che, con un intervento successivo in una legge di bilancio, il piano non venga cancellato definitivamente. In ogni caso i progetti vengono “congelati” secondo quanto riporta l'emendamento.

Il viceministro Laura Castelli (M5S) si è difesa spiegando che nel Milleproroghe stesso si liberano fondi per circa un miliardo di euro su più anni, permettendo ai Comuni di utilizzare liberamente gli avanzi di bilancio degli anni precedenti, bloccati dai vincoli di stabilità, ma intanto lo Stato rimanda al 2020 dei fondi di sua competenza che sarebbero piovuti sul territorio, probabilmente in cerca di coperture finanziarie per mettere in atto alcuni costosi punti del “contratto di governo”. Il Governo ha replicato che finora sul Bando Periferie sono stati spezi “zero euro” e quindi non si bloccherebbe nulla, ma diversi sindaci hanno ricordato che nei bilanci ci sono risorse per centinaia di milioni di euro già impegnate. Per ora l'Anci, col presidente Antonio Decaro, sindaco di Bari, è cauta e chiede chiarezza sul bando.

"Altro che beffa - tuona il senatore riminese Marco Croatti (M5S) - come evidenziato dagli amministratori del partito democratico, che continuano a creare malesseri e disinformazione nei confronti del nostro governo e ai danni dei cittadini. È finita l’epoca dei finanziamenti a pioggia con cui il Pd distribuiva soldi dei contribuenti senza un minimo di progettualità ed efficienza. Negli ultimi anni le casse degli Enti locali sono state prosciugate, costringendoli a tagliare i servizi essenziali per i cittadini, con il solo scopo di drenare risorse nelle mani del Governo per attuare interventi spot senza ottenere alcun risultato tangibile. Negli anni a guida Pd gli investimenti della pubblica amministrazione sono crollati di oltre il 30%, causando un grave danno all'economia del Paese. Con un nostro emendamento nel Decreto Milleproroghe abbiamo liberato un miliardo per gli investimenti dei comuni, invertendo la rotta rispetto ai disastri del Pd. I vincoli di bilancio imposti dal Pd in questi anni hanno infatti impedito ai Sindaci di utilizzare gli avanzi di amministrazione accumulati negli esercizi precedenti. È ridicolo che gli attacchi a un provvedimento che ridà finalmente respiro agli Enti locali provengano proprio da chi ha attuato queste scellerate politiche di austerità".

"Abbiamo reso immediatamente disponibile per gli Enti locali un miliardo di euro per investimenti che miglioreranno la qualità della vita dei cittadini - prosegue Croatti. - Non verranno a mancare in alcun modo i fondi destinati alle periferie relativi a progetti locali che attualmente non hanno ancora i presupposti per poter essere approvati. Sono somme che comunque non verrebbero spese alla luce della sentenza della Consulta 74 del 2018, che ha rilevato l’illegittimità della gestione centralistica del Fondo previsto peraltro per meno di 100 Comuni. Con il nostro intervento realizziamo una semplice rimodulazione dovuta al ritardo nella elaborazione di progetti completi; e non certo un taglio, come farnetica il PD, bensì uno sblocco degli investimenti a disposizione di oltre 7.000 Comuni. Gli unici tagli che i cittadini si ricordano sono quelli operati dai governi del Pd. È alquanto bizzarro che, di fronte a un provvedimento che sblocca fondi per i Comuni, con le evidenti ricadute positive che ciò avrà nei servizi per i cittadini, il Pd vaneggi di rapine nelle periferie, proprio dove lo scorso 4 marzo ha subìto una storica disfatta elettorale. Le periferie sono state dimenticate dal partito che per tradizione avrebbe dovuto tutelarne gli interessi: il crollo nelle urne certifica il totale fallimento dei Governi Renzi e Gentiloni. Il MoVimento 5 Stelle al Governo segna, con orgoglio, una netta cesura con quelle politiche: continueremo a sbloccare risorse per gli investimenti degli Enti locali per dare finalmente le risposte che i cittadini si aspettano.
Il mio impegno è quello di permettere la salvaguardia delle città italiane nel pieno rispetto delle regole. Tengo a cuore le sorti del mio territorio, ma è pur vero che occorre analizzare i progetti, dandone una corretta valutazione in termini di trasparenza".

La replica del senatore del Pd Stefano Collina: "Il senatore M5S Croatti lasci da parte il populismo e dica se si impegnerà affinché arrivino i 18 milioni di euro per Rimini. Si tratta di un progetto complesso che interseca un'area ferroviaria, con le notevoli complessità del caso. Ma si tratta di un progetto importante che ha visto la partecipazione attiva di cittadini, operatori turistici, economici e sociali in vista di una importante riqualificazione e rilancio di Rimini Nord. Il senatore Croatti ci confermi che l’emendamento al Milleproroghe non interrompe questo percorso, ma che assicura il buon fine di questo importante progetto che va a vantaggio di tutto il territorio. La volontà della maggioranza di governo è decisiva per dare il segno positivo ad un emendamento che può prefigurare sia una gestione contraria agli interessi dei cittadini delle periferie, sia una gestione positiva".

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