Barriere architettoniche alla stazione di Rimini, le proteste del difensore civico

La figura di Garanzia dell'Assemblea legislativa interviene su richiesta di una onlus: "La mancata risposta può comportare responsabilità disciplinare, amministrativa ed erariale dei funzionari"

Nonostante una esplicita richiesta datata marzo 2015, ad oggi “Rete ferroviaria italiana non ha fornito gli opportuni chiarimenti sulle risorse e sugli interventi messi in campo per abbattere le barriere architettoniche della stazione ferroviaria di Rimini”. A renderlo noto è il Difensore civico regionale dell'Emilia-Romagna, Gianluca Gardini, che sottolinea anche il fatto che “'l’inosservanza, la mancata o ritardata risposta agli atti del Difensore civico può comportare responsabilità disciplinare e incidere sulla responsabilità amministrativa ed erariale dei funzionari competenti”.

La figura di Garanzia dell'Assemblea legislativa regionalesi era interessato della vicenda dopo la richiesta di intervento da parte della onlus “Pedalando e camminando/Fiab Rimini”, del sindacato Spi e dell’associazione di volontariato Auser. Le tre realtà lamentavano come “la stazione ferroviaria di Rimini, oggetto negli scorsi anni di un grande intervento di riconversione degli spazi destinati ai passeggeri, continua a mantenere gravissime carenze per la presenza di barriere architettoniche che impediscono l’accesso a persone con difficoltà motorie a gran parte dei binari”. In particolare, sottolineano le associazioni, “gli accessi ai binari sono possibili solo attraverso le scale”, “non sono presenti scivoli per facilitare il trasporto di valigie e biciclette” e “l’unico ascensore esistente permette l’accesso solo fino al terzo binario” dei sette presenti. Il Difensore civico, che è stato costretto dal silenzio di Rfi ad archiviare la pratica, “non sussistendo ulteriori margini di intervento”, aveva chiesto “alle Istituzioni e Uffici competenti di fornire ogni chiarimento in merito alla presenza delle succitate barriere ed alle azioni programmate o disposte per eliminarle”.

Da parte di Rete ferroviaria italiana quindi nessuna spiegazione, mentre la Regione Emilia-Romagna ha risposto che “l'accessibilità al servizio ferroviario in particolare da parte di persone a ridotta mobilità è condizionata dalle due componenti principali che lo costituiscono: l'infrastruttura e il materiale rotabile- si legge nella missiva inviata dal responsabile del servizio Ferrovie-. L'adeguamento di entrambe le componenti richiede un ingente sforzo finanziario e tempi lunghi e ciò nonostante non sempre sarà possibile trovare una soluzione al problema dell'accessibilità, in particolare se fatta in autonomia”. Per quanto attiene le proprie competenze, la Regione evidenzia che “con la gara per l'aggiudicazione del trasporto ferroviario regionale l'obiettivo è rinnovare radicalmente l'attuale parco rotabile, di età media elevata, garantendo così migliori condizioni di accesso agli utenti a ridotta capacità motoria ed alle biciclette”. In questi anni, sottolinea ancora la Regione, “è stato comunque ingente l'impegno finanziario per anticipare questo rinnovo con un investimento di oltre 200 milioni di euro che in questi giorni ha visto un ulteriore fase finalizzata ad alleviare i disagi dell'utenza”. Per le stazioni, invece, si ricorda che “la Società RFI nel suo ruolo di gestore unico dell'infrastruttura ferroviaria nazionale, è responsabile di tutte le linee e gli impianti ferroviari, comprese le stazioni, e la Regione collabora con RFI al fine di trovare soluzioni che agevolino l'utenza ferroviaria. A questo proposito- continua il responsabile- sono aperti Tavoli permanenti sia con i gestori dell'infrastruttura che con le imprese ferroviarie che con gli utenti, e le singole criticità vengono evidenziate dalla Regione ai soggetti competenti”. Nello specifico, assicura la Regione, “da tempo abbiamo più volte posto l'attenzione sulla necessità di adeguare la stazione di Rimini, che ha anche una forte valenza turistica e di utilizzo occasionale, per una fruizione consona a tutti gli utenti e non solo per agevolare le persone a ridotta mobilità o a chi impiega la bicicletta”.

LA REPLICA DI TRENITALIA - "E’ stata inviata il 22  luglio, a soli sei giorni dalla richiesta, la risposta di Rete Ferroviaria Italiana al Difensore civico dell’Emilia Romagna sul tema delle barriere architettoniche nella stazione di Rimini, sollevato dalla FIAB territoriale. Nessuna mancata risposta, quindi. RFI precisava inoltre al Difensore Civico come tutti gli elementi fossero stati peraltro già forniti a FIAB Rimini Pedalando e Camminando l’1 aprile, il giorno successivo al ricevimento della loro segnalazione. Nella lettera RFI riassumeva, in particolare, gli interventi in programma a Rimini. Fra quelli previsti nel 2015 figurava l’installazione di scivoli in acciaio nel sottopassaggio lato Sud – ora già realizzata - per agevolare l’accesso con bicicletta al seguito ai binari 1, 2 e 3. Fra quelli del biennio 2015 - 2016 era invece indicata la verifica di fattibilità del prolungamento di quel sottopasso, per l’accesso a tutti i marciapiedi, l’installazione degli ascensori mancanti e il completamento dell’innalzamento dei marciapiedi (55 centimetri) per facilitare l’entrata e l’uscita dei passeggeri dai treni. Interventi, questi ultimi, in fase di pianificazione per il prossimo anno".

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