Bellaria, il Tar dichiara infondati e respinge i ricorsi dei chioschisti

Commenta il sindaco Enzo Ceccarelli: “Accogliamo con soddisfazione una sentenza in cui gli organi deputati a giudicare, ancora una volta, hanno certificato la bontà del percorso amministrativo scelto"

Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia Romagna ha dichiarato infondati e quindi respinti con condanna alle spese, tutti i ricorsi avanzati dai titolari dei chioschi della cosiddetta ‘zona ex Ceschina’ nei confronti dei bagnini delle zone antistanti e contro il Comune di Bellaria Igea Marina. Il pronunciamento trae origine dall’annoso contenzioso tra privati nato alla fine degli anni Novanta e che ha visto l’attuale amministrazione chiamata in causa per i passi compiuti nel 2013, quando – attraverso la delibera di Consiglio Comunale n. 33/2013 e prescindendo dal caso di specie - ha riconosciuto gli stabilimenti balneari come ‘edifici ed impianti di interesse pubblico’. Un atto a cui sono collegati diversi provvedimenti successivi in tema di spiagge e concessioni, in primis i cosiddetti ‘permessi di costruire in deroga’ rilasciati ai titolari degli stabilimenti balneari per garantire la realizzazione dei servizi minimi essenziali per l’esercizio dell’attività, e le successive proroghe; un quadro che, nel suo insieme, è stato impugnato dai privati ricorrenti, i quali hanno chiesto l’annullamento della delibera 33 e degli atti comunali che, in questi anni, hanno consentito ai bagnini della zona ex Ceschina di continuare la propria attività, fino alla delibera di Consiglio Comunale numero 9 del 2016, con cui il Comune ha ritenuto di conservare la situazione esistente degli stabilimenti balneari a causa della persistente incertezza normativa in materia.
 
Le sentenze del Tar esprimono in maniera netta un giudizio sulla delibera 33 del 2013: “la questione rilevante”, si legge, “è che il Consiglio Comunale ha fatto uso in modo legittimo dei poteri che la legge gli attribuisce poiché vi erano i presupposti per dichiarare gli stabilimenti balneari impianti di interesse pubblico consentendo così dei permessi in deroga”; inoltre, sottolinea il Tar, “nella delibera vi sono i riferimenti giurisprudenziali ed amministrativi che legittimano la scelta compiuta e che il Collegio condivide". Chiaro anche il giudizio espresso sulla delibera 9 del 2016, laddove si spiega che “il Comune riteneva necessario continuare a garantire l’offerta turistica nei termini ordinari, cosa che sarebbe stata impossibile se i gestori avessero smantellato le strutture installate grazie al – precedente – permesso in deroga”; inoltre, in riferimento ai titolari delle concessioni, il Tar parla di “obiettiva difficoltà a programmare investimenti che ha spinto il Comune a congelare per un ulteriore anno una situazione transitoria.”
 
Commenta il sindaco Enzo Ceccarelli: “Accogliamo con soddisfazione una sentenza in cui gli organi deputati a giudicare, ancora una volta, hanno certificato la bontà del percorso amministrativo scelto e portato avanti con coerenza dal governo cittadino, ma anche la regolarità e la trasparenza degli atti che hanno visto impegnati dirigenti e personale comunale. Non c’è oggi un moto di rivalsa verso chi ha legittimamente optato per i ricorsi, ma un senso di gratifica per la scelta, impegnativa e non banale, compiuta dall’Amministrazione sul tema generale della spiaggia e delle concessioni: ossia non sottrarsi alle proprie responsabilità, guardare avanti e cercare le soluzioni migliori a tutela della nostra economia turistica, all’interno di un quadro normativo estremamente incerto a livello nazionale. Non si può ignorare come il pronunciamento del T.A.R. tocchi una serie di atti – e la relativa legittimità - cui sono sottese molte delle congetture e delle speculazioni politiche che Bellaria Igea Marina ha vissuto in questi anni: illazioni che vengono oggi smentite in modo lapidario.”

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