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Domenica, 5 Febbraio 2023
Cronaca

I benzinai sempre più delusi: "Esporre il prezzo medio crea solo confusione, ci aspettiamo ben altro"

Ercole Gori, presidente di Faib Confesercenti: "I dati ufficiali del Ministero dell’Ambiente certificano che l’aumento dei prezzi alla pompa è stato in linea con il rialzo dovuto al ripristino delle accise"

In merito al decreto sul "caro carburanti" approvato martedì (10 gennaio) nella seduta del Consiglio dei ministri, Faib Confesercenti - Federazione autonoma italiana benzinai, presieduta a livello regionale e provinciale da Ercole Gori, esercente del distributore Eni in via Marecchiese a Rimini, commenta: “Rispetteremo, ovviamente, quanto verrà deciso dal governo. Ma certo non era questo il tipo di provvedimento che ci aspettavamo. L’esecutivo smentisce se stesso: i dati ufficiali del Ministero dell’Ambiente certificano che l’aumento dei prezzi alla pompa è stato in linea con il rialzo dovuto al ripristino delle accise, ma il Cdm sceglie di ignorarli e di considerare comunque i gestori come pericolosi speculatori. E per questo vara un provvedimento che scarica su di essi - che non stabiliscono i prezzi e sono evidentemente l’anello più debole della filiera dei carburanti - l’ennesimo assurdo adempimento. Senza contare che c’e il rischio concreto che il prezzo possa essere influenzato in larga parte dal fenomeno - già noto agli organi di controllo e sotto gli occhi di tutti - dell’illegalità fiscale e contrattuale, che secondo le nostre stime conta per il 30% dell’erogato totale della rete. Inoltre, si esasperano ulteriormente i gestori, che già oggi espongono una decina di cartelli prezzi sulle aree di servizio. Si crea una vera e propria babele cartellonistica, utile solo ad esporre i gestori ad ulteriori sanzioni creando confusione nei consumatori. Si apre poi un vulnus nella regolamentazione europea in materia di concorrenza: siamo curiosi di sapere cosa ne pensa l'antitrust”.

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