Dal paesino della bergamasca gestivano il traffico di hashish sulla Riviera

L'indagine dei carabinieri di Misano ha portato all'arresto di 3 persone mentre altre 5 sono indagate a piede libero

Nella giornata di giovedì i carabinieri della Stazione di Misano Adriatico hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare ai domicliari nei confronti di tre bergamaschi, residenti in Riviera, accusati a vario titolo di spaccio di stupefacenti. A finire in manette sono stati un muratore 56enne e la compagna 50enne oltre a un pensionato 56enne tutti vecchie conoscenze delle forze dell'ordine. L'indagine era partita nel febbraio del 2019 quando il 56enne era finito nella rete dei carabinieri per aver ceduto 4 flacconi di metadone a un tossicodipendente di Misano. Nonostante fosse stato sottoposto a una misura restrittiva, l'uomo aveva continuato a trafficare con gli stupefacenti. Il pensionato, infatti, dopo pochi giorni era stato nuovamente sorpreso a vendere hashish a due ragazzi misanesi che si erano presentati al suo appartamento per fare rifornimento.

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L'indagine ha poi permesso di accertare che il canale di rifornimento del 56enne era nel tranquillo paesino di Chignolo d’Isola, in provincia di Bergamo, dove l'uomo era in contatto con la coppia di amici che, secondo gli inquirenti dell'Arma, vivevano proprio grazie alla vendita della droga e che, con il supporto del pensionato, avevano esteso il loro traffico fino alla Riviera rifornendo di "fumo" il loro uomo. Gli inquirenti dei carabinieri di Misano, in collaborazione coi colleghi, bergamaschi, hanno documentato numerose cessioni di stupefacenti tra i tre indagati con la coppia che non aveva timore nel portare avanti i propri affari anche in presenza della figlia minorenne. Il trio è stato quindi sottoposto agli arresti domiciliari mentre altri 5 indagati, i quali anche loro dovranno rispondere a vario titolo di spaccio di stupefacenti, sono rimasti a piede libero.

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