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Bimbi nati prematuri, la toccante testimonianza di alcuni genitori

L'Unità Operativa fornisce assistenza a circa 3.400 nati di cui circa 50 all’anno con un peso al di sotto del chilo e mezzo, che restano in ospedale per un periodo di 2-3 mesi.

Una mattinata in cui “chi c'è già passato” ha incoraggiato quei genitori che invece ancora hanno i loro figli, piccoli davvero, ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale (Tin). Perchè nelle parole, nei racconti (anche in quelli non a lieto fine), negli sguardi, nelle lacrime trattenute e in quelle versate, le famiglie seguite in reparto possano trovare una propria strada per affrontare la preoccupazione di un figlio che, nato troppo presto, deve conquistarsi con più determinazione il suo esordio alla vita.

Così si è svolta la “Giornata Internazionale del neonato pretermine”, nel reparto guidato dalla dottoressa Gina Ancora, sabato scorso. Il primario e gli operatori hanno pensato che le persone migliori per parlare alle famiglie seguite fossero famiglie che, a loro volta, sono già state seguite e lo sono ancora. Così, dopo una chiacchierata di un'oretta, le coccarde che caratterizzano l'iniziativa – organizzata dal Coordinamento Nazionale Vivere Onlus insieme alla Fondazione Europea per l'Assistenza Neonatale – sono state affisse a tutte le stanze, e l'incontro si è concluso con un piccolo e sobrio momento conviviale.

Tanta l'emozione e le storie, tra cui quella di Valentina, Massimiliano, Andrea e Chiara. Valentina e Massimiliano sono un papà e una mamma di Santarcangelo che sono stati seguiti due volte presso la Tin dell'Ospedale “Infermi” di Rimini. La prima volta quando è nato Andrea, la seconda volta per Chiara. E hanno deciso di raccontare le loro esperienze in un vero e proprio diario, come testimonianza e a favore di altre coppie e famiglie. Questa testimonianza, molto toccante, racconta anche di un reparto, quello della Tin appunto, in cui sono stati accolti, capiti, confortati, oltre che curati, da medici, infermieri e da tutti gli operatori presenti. Quando era possibile col sorriso sulle labbra. E in collaborazione stretta con l'Ostetricia e Ginecologia, il reparto diretto dal dottor Giuseppe Battagliarin rispetto al quale giungono, a sua volta, parole di elogio: “Nel dipartimento materno infantile dell'Ospedale di Rimini si respira armonia”.

Andrea purtroppo non ce l'ha fatta, se n'è andato poco dopo il parto. Un momento di grandissimo dolore “ma almeno – parole dei suoi genitori – abbiamo avuto la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per lui, e di averlo almeno potuto salutare, stringere al cuore”. Ora Valentina e Massimiliano hanno ritrovato la felicità, perchè dopo nove mesi “siamo rimasti di nuovo 'incinta'”, ed è arrivata Chiara, che è nata alle due del mattino del 28 marzo scorso. Pesava poco più di un chilo ed è stata subito presa in carico in Tin, dove è rimasta ricoverata 43 giorni, tra miglioramenti e piccole crisi, tra cui un'infezione intestinale che ha fatto paura ma che si è risolta per il meglio. Adesso Chiara è una bimba di sette mesi sana e vivace, che ti fissa con i suoi occhioni azzurri e limpidi e sorride. I suoi genitori vogliono esprimere la loro gioia, e il modo migliore per farlo è riportare alcuni brani, ampi e significativi, del loro diario.

L'Unità Operativa fornisce assistenza a circa 3.400 nati di cui circa 50 all’anno con un peso al di sotto del chilo e mezzo, che restano in ospedale per un periodo di 2-3 mesi. I neonati in Tin possono contare su un rapporto ottimale paziente/infermiere (1 infermiere ogni 2 neonati critici, secondo quanto riportato dagli standard regionali). E’ disponibile la strumentazione all’avanguardia per il trattamento di patologie rare tra cui l’ipertensione polmonare che richiede terapia con ossido di azoto o la encefalopatia ipossico-ischemica che richiede trattamento con ipotermia cerebrale.

E' disponibile una termoculla compatibile con l’apparecchiatura di risonanza magnetica e che è in grado quindi di eseguire la risonanza magnetica cerebrale anche a neonati in fase critica assistiti da un respiratore meccanico. La continuità dell’assistenza feto-neonatale è garantita dalla integrazione tra l’equipe ostetrica e quella neonatale: sono strutturati incontri a cadenza fissa tra il personale  per il passaggio delle informazioni dall’ostetrico al neonatologo e per il ritorno delle informazioni sul neonato al medico ostetrico. E’ inoltre a disposizione dell’utenza l’ambulatorio specialistico di dismorfologia, infettivologia, follow-up neurologico e l’ambulatorio per l’ecografia cerebrale, cardiaca, delle anche e renale.

L'Unità Operativa riminese è una delle poche ad avere un medico e un’infermiera certificati NIDCAP: una forma di assistenza al neonato ed ai suoi genitori che individualizza le cure in base all’ascolto e alla rilevazione di bisogni del paziente e della sua famiglia. E’ stato dimostrato in letteratura che questo approccio è in grado di incidere positivamente sullo sviluppo a distanza del neonato anche molto pretermine. Dal punto di vista della umanizzazione delle cure, la Tin di Rimini è un reparto aperto con l’ingresso 24 su 24 per le famiglie. E’ presente una psicologa che può seguire le famiglie dalla  degenza in Ostetricia a quella in Tin. Il Reparto collabora attivamente con una associazione di genitori di neonati prematuri denominata  "Colibrì".




 

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