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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca Coriano

Il bimbo ha fretta di nascere e il "ragazzo di campagna" aiuta la moglie a partorire in casa

Fiocco azzurro nelle campagne di Passano, il neo papà: "Ho sempre sperato che potesse nascere come si faceva una volta nel nostro entroterra"

La fretta di nascere di Gioele ha reso felice due volte il proprio babbo: la prima perchè è andato tutto bene e la seconda, in maniera del tutto inaspettata, per aver coronato il sogno dei genitori di far venire alla luce il figlio in casa come si faceva una volta nell'entroterra. E' al settimo cielo Ugo Pagnoni, titolare dell'azienda "Macchine agricole ragazzo di campagna", nel raccontare il parto rocambolesco avvenuto nella notte del 25 ottobre. "Mia moglie Valentina era alla fine della terza gravidanza - spiega il neo papà - e ha avuto i primi dolori così ci siamo precipitati all'ospedale di Forlì per il parto. I medici, però, dopo averla controllata verso le 3 hanno sentenziato che era ancora presto e che come minimo ci sarebbero voluti almeno un paio di giorni così nel cuore della notte siamo tornati a casa a Passano. Nemmeno il tempo di entrare in casa che le doglie sono aumentate verso le 5 e, alle 6, tenevo già in mano il bambino. Mia moglie era in bagno e vedevo già la testina coi capelli spuntare, ho detto a Valentina di fare un ultimo sforzo ed ecco che Gioele ha iniziato ad uscire".

"Aveva il cordone ombelicale intorno al collo - prosegue Ugo - e mi sono ricordato di quando ero piccolo e aiutavo mio padre a far nascere i capretti. Adesso sembra quasi brutto dirlo ma, delicatamente, ho allargato il cordone e alla fine Gioele è uscito da solo. E' stata una gioia indescrivibile mentre le altre due bambine, di 10 e 18 anni, chiamavano il 118 per chiedere l'intervento di un'ambulanza. L'unico momento in cui sono andato un po' nel panico è stato quando Gioele è uscito e non ha pianto subito ma poi mi sono reso conto che stava bene, si muoveva, guardava sua mamma e aveva già voglia di mangiare. Un altro momento concitato è stato quando chiedevo all'infermiera del 118, al telefono, mi spiegava come chiudere il cordone ombelicale con una pinza e alla fine ho usato una molletta dell'Ikea che tengo ancora in tasca".

Adesso mamma e figlio, entrambi ricoverati all'ospedale di Rimini per le precauzioni del caso, stanno bene e il piccolo Gioele è un vispo neonato di quasi 3 chili e lungo 50 centimetri. "Per me è stata una doppia gioia - aggiunge Ugo - perchè da tempo avevamo l'idea di farlo nascere in casa come si usava una volta nelle nostre campagne ma, quando ci siamo decisi, mia moglie era già al sesto mese di gravidanza e mi hanno detto che non era più possibile prendere questa decisione. Io mi sento un vero e proprio 'ragazzo di campagna' tanto che ho voluto chiamare così anche la mia azienda e sono un fiero sostenitore nel portare avanti le tradizioni della nostra terra".

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