Biodigestore di Cà Baldacci: "nessuna modifica nella quantità dei rifiuti"

"L’inserimento della fase di dry fermentation nell’impianto di Cà Baldacci non ha portato a modifiche né della quantità di rifiuti autorizzati né alle volumetrie dell’impianto

"L’inserimento della fase di dry fermentation nell’impianto di Cà Baldacci non ha portato a modifiche né della quantità di rifiuti autorizzati né alle volumetrie dell’impianto, ma si è provveduto a realizzare 11 box all’interno delle tettoie esistenti". E' quanto precisa in una nota Hera, spiegando che "oltre alla produzione di compost sarà capace di produrre circa 6,5 milioni di KWh annui di energia elettrica green, pari al fabbisogno di circa 7.000 persone".

"Al momento questa linea di nuovi impianti porta i nostri territori a livelli superiori ai migliori standard europei - viene spiegato da Hera -. Questo impianto, abbinato agli impianti di selezione della materia (carta plastica, ecc.) già presenti nella provincia di Rimini, permette di rispondere pienamente alle necessità di raccolta differenziata e di produzione di energia rinnovabile del territorio".

"Il processo di dry fermentation - spiega Hera in una nota - è analogo al processo che avviene nello stomaco delle mucche (ma anche in quello degli uomini), in cui vivono dei batteri che degradano il cibo e ne consentono l’assorbimento. Nei nostri impianti questi batteri, che si formano naturalmente, vengono messi a contatto con il cibo all’interno di box sigillati , che rappresentano le nostre mucche".

"Durante questo processo si genera un gas biologico a base di metano che viene avviato a delle caldaie per la produzione di energia elettrica rinnovabile e calore. L’energia elettrica viene immessa nella rete elettrica ed il calore viene utilizzato per mantenere a 37°C la temperatura dei box (la stessa temperatura che c’è nel nostro stomaco). Dopo una digestione di 4 settimane il materiale viene estratto dai box e avviato ad una fase di compostaggio tradizionale di 3 settimane. Per ottenere compost destinato all’agricoltura".

Hera ricorda anche che "la tecnologia di dry fermentation è del tipo a freddo, nel senso che avviene a temperature ambientali e senza combustione di materia. Uno dei vantaggi di questo processo è che le sostanze maleodoranti contenute nei rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata sono le prime a trasformarsi in gas metano, riducendo di molto gli odori sia durante il processo che durante l’utilizzo del compost, rispetto a quanto avviene nei normali impianti di compostaggio".

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