Biodigestore, Hera lo difende a spada tratta

L'impianto anaerobico di Cà Baldacci, a Covignano, è indispensabile per valorizzare gli sforzi dei cittadini sulla raccolta differenziata. Lo torna a dire con forza Hera

L'impianto anaerobico di Cà Baldacci, a Covignano, è indispensabile per valorizzare gli sforzi dei cittadini sulla raccolta differenziata. Lo torna a dire con forza Hera, per difendere dagli attacchi giunti sul progetto di impianto di biodigestore anaerobico di Cà Baldacci. Questa volta Hera si deve schermire dai dubbi sollevati anche dal sindaco Andrea Gnassi e dal presidente della Provincia Stefano Vitali.

Il sindaco li ha espressi nel corso di un animato incontro con il comitato 'Uptown' con una settantina di residenti presenti. I cittadini proprio non lo vogliono il biodigestore e la serata è finita con le accuse di mancato coinvolgimento della popolazione. I cittadini temono per il maggior traffico di camion, e poi inquinamento acustico e luminoso, nonché per la possibile puzza provocata dallo stabilimento. E alla fine Gnassi ha messo sott'accusa Hera e chiesto spiegazioni anche all'Ausl sulle autorizzazioni.

Per Hera, tuttavia, quel biodigestore s'ha da fare: valorizzerà al meglio la frazione umida dei rifiuti urbani e dunque darà concretamente seguito agli sforzi fatti dai cittadini della provincia per portare la raccolta differenziata agli attuali elevati livelli: circa il 60%, ben oltre le medie nazionali e regionali. Sempre Hera: “Il biodigestore di Cà Baldacci sarà infatti in grado di produrre energia elettrica da fonte rinnovabile (rifiuto organico), come previsto da specifiche norme europee (per un fabbisogno pari ai consumi di circa 7.000 persone), oltre a fertilizzante agricolo. Giova inoltre ricordare che grazie alla dotazione di impianti avanzati per il recupero e la valorizzazione dei rifiuti della provincia di Rimini (biodigestore, termovalorizzatore, piattaforma di selezione rifiuti secchi), il territorio ha potuto superare da tempo il conferimento dei rifiuti in discarica, la pratica di smaltimento di gran lunga più impattante sull’ambiente, anticipando di fatto le prescrizioni in materia dell’Unione Europea”.

Continua Hera: “L’intervento su Cà Baldacci, è del tutto migliorativo per il contesto territoriale in cui era inserito il pre-esistente impianto di compostaggio. Grazie al nuovo impianto sarà infatti possibile abbattere drasticamente le emissioni di odori, grazie al fatto che il processo di digestione avverrà in assenza di aria, all’interno di box completamente chiusi. Inoltre le emissioni di polveri fini dell’impianto, che saranno comunque oggetto di costante monitoraggio da parte sia di Arpa che di Hera, hanno un impatto sostanzialmente ininfluente, pari ad alcune stufe domestiche a legna. In ogni caso il Gruppo Hera si è sempre mostrato disponibile al confronto con tutte le parti interessate per ridurre ulteriormente, laddove possibile, l’impatto ambientale della struttura, anche con riferimento al traffico veicolare”.

Ed infine: “Il biodigestore di Cà Baldacci, mantiene la stessa capacità del precedente impianto di compostaggio (57.000 tonnellate/anno), un dimensionamento realizzato in attuazione del Piano provinciale gestione rifiuti in coerenza con i fabbisogni del territorio.”.

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