Cronaca

Botte all'anziana madre e stalking verso due ex: "sorveglianza speciale" con obbligo di firma per tre anni

L’uomo era stato condannato già, nel 2012, per il reato di stalking commesso ai danni di una ex fidanzata

È un provvedimento di natura preventiva quello della “sorveglianza speciale con obbligo di firma per tre anni” emesso a carico di un cittadino riminese, di circa 45 anni, che si è reso responsabile di maltrattamenti in famiglia nei riguardi della madre e di stalking nei confronti di ben due ex fidanzate. Il provvedimento è stato emesso alcuni giorni fa dal Tribunale di Bologna - Sezione Misure di Prevenzione -, a seguito della proposta a firma del Questore di Rimini in virtù delle accurate indagini sviluppate dalla sezione specializzata in materie di misure di prevenzione dell’Ufficio Anticrimine della Questura di Rimini.

L’uomo era stato condannato già, nel 2012, per il reato di stalking commesso ai danni di una ex fidanzata. Nel 2016, non accettando la fine di una relazione sentimentale che aveva intrapreso con una nuova ragazza, aveva iniziato a tempestarla con numerosi messaggi e telefonate, pedinandola sul luogo di lavoro, fin sotto la sua abitazione o nei pressi dei locali che la giovane frequentava. Una persecuzione asfissiante tanto che la ragazza, esausta e spaventata dai comportamenti dell’ex fidanzato, non usciva mai da sola.

Le condotte dell’uomo non erano rivolte solamente alle ex fidanzate, ma anche nei riguardi della madre che, dopo averlo economicamente mantenuto per tutto l’arco della sua vita, trovandosi in un momento di difficoltà economica, non riusciva più a soddisfare le richieste di denaro del figlio. Quest'ultimo a fronte dei dinieghi ricevuti dall’anziana donna, non solo la minacciava continuamente, ma la picchiava tanto da costringerla a recarsi più volte al Pronto Soccorso.

La possibilità di applicare la sorveglianza speciale anche a soggetti indiziati del reato di maltrattamenti in famiglia e stalking è stata introdotta nel Codice Antimafia nell'ottobre 2017 e, in ultimo, con il “Codice Rosso”. La ratio di questa riforma è contrastare alcune condotte che destano un particolare allarme sociale come gli atti persecutori che si concretizzano in una serie di azioni che creano un vero e proprio clima di terrore in capo alla vittima, la quale è costretta a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita e soprattutto a condurre la propria quotidianità in costante ansia per sé e per i propri familiari. 
 

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