Buchi nelle mura malatestiane, Italia Nostra chiede il sequestro del cantiere

Esposto in Procura dell'associazione per bloccare i lavori nell'invaso del ponte di Tiberio e salvaguardare le strutture medievali

E' stato presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rimini l'esposto, firmato da Italia Nostra, sui lavori in corso di realizzazione nell'invaso del ponte di Tiberio e che, in particolar modo, riguardano i buchi fatti nelle mura malatestiane. L'associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico artistico e naturale, con questo atto, vuole "scongiurare, con il completamento dell’opera, la definitiva e irreparabile compromissione dell’ambiente monumentale del Ponte Tiberio di Rimini e delle mura medievali – malatestiane di contenimento del canale che costituisce il tratto conclusivo dell’alveo storico del fiume Marecchia". "L’associazione Italia Nostra con la sua sezione di Rimini - spiegano in un comunicati - ha attivamente partecipato, con propri motivati rilievi critici, all’acceso dibattito suscitato non solo nella città, dalla iniziativa della Amministrazione comunale di Rimini che ha concepito, approvato e avviato ad attuazione il progetto di trasformazione delle strutture che compongono l’ambiente monumentale del Ponte di Tiberio".

"Ma più grave ancora - conclude Italia Nostra - la incidenza dell’intervento sulla integrità delle stesse strutture fisiche delle mura medievali – malatestiane di contenimento dello storico invaso, fittamente penetrate (100 incisioni a taglio,  50 per 50 ogni metro e mezzo) dai sostegni di acciaio di ancoraggio della passerella sospesa, con inevitabili effetti di triturazione in opera del mattonato, come è documentato dagli scatti fotografici dei lavori in corso, accessibili agevolmente dai siti – web sorti a margine della vicenda. Un vero e proprio processo distruttivo che contrasta con le esigenze di protezione del patrimonio storico e artistico, espresse nel precetto di rigorosa conservazione, istanza primaria della tutela secondo la disposizione dell’art. 29 Codice dei beni culturali e del paesaggio. L’associazione rimette al Procuratore della Repubblica la valutazione delle condizioni che legittimano la richiesta della misura di sequestro preventivo ex art.321 c.p.p. dei cantieri".

Sull'esposto ha voluto rimarcare la propria soddisfazione il Comitato in Difesa del Ponte che, da tempo, si batte sulal difesa delle mura malatestiane. "Siamo consapevoli del fatto che molti hanno le stesse nostre convinzioni riguardo ai lavori del Ponte di Tiberio, ma questo nuovo atto formale da più forza alla difesa del nostro patrimonio storico - spiegano in una nota stampa. - Desideriamo sottolineare anche che tutte le contestazioni mosse contro i lavori per la passerella, quelli per cui si è fatto scempio delle Mura Malatestiane, sono appunti nel merito e mai attacchi alla storia personale di chi sostiene l’opera. Lo stesso non si può dire del fronte opposto. La difesa dei lavori, oltre al desueto “la Soprintendenza ha detto che è tutto a posto”, è stata impostata tutta sulla denigrazione, dipingendoci come snob reazionari, allergici a tutto ciò che è cambiamento e influenzati da interessi personali. Atteggiamento offensivo oltre che indizio di profonda insicurezza. Sia noi che Italia Nostra in Procura abbiamo depositato fatti, non maldicenze. Attendiamo dunque certi di aver fatto quello che potevamo fare, con i mezzi leciti concessi ad ogni cittadino preoccupato per ciò che avviene nella sua comunità".

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