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Cronaca

Bufera sui manifesti #stopgender, la Cgil: "Vengano subito rimossi, valutiamo di andare in Procura"

Secondo la Cgil della Romagna si stanno "promuovendo apertamente discriminazioni in base al genere e messaggi lesivi delle libertà individuali. La campagna di Pro Vita & Famiglia è fuorviante e offensiva"

Nelle recenti settimane in numerose città d’Italia, e anche in Romagna, sono comparsi i cartelloni della campagna promossa dall’associazione Pro Vita & Famiglia. I manifesti riportano frasi come “Basta confondere l’identità sessuale dei bambini” e l’hastag #Stopgender. Secondo la Cgil della Romagna si stanno "promuovendo apertamente discriminazioni in base al genere e messaggi lesivi delle libertà individuali".

Per questo motivo le Camere del Lavoro della Romagna si oppongono a questo tipo di campagna; tutte le Cgil della Romagna aderiscono alla lettera condivisa dalle associazioni del territorio che si occupano di parità di genere e lotta alle discriminazioni per chiedere alle istituzioni dell’Emilia Romagna e delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, la rimozione immediata di questi manifesti Pro Vita #stopgender che "veicolano messaggi offensivi e scorretti" sostiene il sindacato.

LA REPLICA DI PRO VITA - "Cgil pensi a lavoratori, non a diffondere fake news"

"Quella operata dai Pro Vita non è libertà d’espressione - dice la Cgil -, questi cartelloni sono illegali perché non rispettano quanto previsto dal Codice della Strada all'art. 23 comma 4-bis, come modificato dalla legge n.156 del 9 novembre 2021 recante disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale. La norma recita: è vietata sulle strade e sui veicoli qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi o messaggi lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso o dell'appartenenza etnica oppure discriminatori con riferimento all'orientamento sessuale, all'identità di genere o alle abilità fisiche e psichiche”.

Le Camere del Lavoro di Cesena, Forlì, Ravenna, Rimini stanno inoltre valutando "la possibilità di presentare un esposto alle Procure della Repubblica, per assicurarsi che la campagna pubblicitaria illegale oltre che fuorviante e offensiva, dei Pro Vita & Famiglie. Infine la Cgil e numerose associazioni della Romagna chiedono l’avvio di un percorso istituzionale affinché la recente normativa sia recepita nei Regolamenti locali, per evitare che in futuro vengano affissi nuovamente nelle vie delle città manifesti il cui contenuto e le cui immagini sono in contrasto con le norme di legge".

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