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Bullismo, alcol e droga: il capitano dei Carabinieri Giglio professore alla 'Panzini'

In particolare il Capitano Vincenzo Giglio, in qualità di relatore, ha affrontato il delicato fenomeno, della violenza verbale, del cyber bullismo, dei rischi di internet

Giovedì mattina, nell’ambito di un nuovo progetto intrapreso dall’Arma dei Carabinieri, d’intesa con il Sindaco e la direzione scolastica di Bellaria Igea Marina, in merito ai recenti fatti di “bullismo” verificatisi in un parco pubblico di quel centro la settimana scorsa, ha avuto luogo il primo di una serie di incontri con i giovani studenti della Scuola Media “Panzini”. Si è scelta, per dar via al progetto proprio questa scuola, per i recenti episodi di violenza accaduti ai danni di alcuni giovani che, tra l’altro frequentano proprio quell’Istituto.

All’incontro hanno partecipato circa 420 studenti di tutte le classi, accompagnati dai professori. In particolare il Capitano Vincenzo Giglio, in qualità di relatore, ha affrontato il delicato fenomeno, della violenza verbale, del cyber bullismo, dei rischi di internet, ma anche delle responsabilità e le pene previste per coloro che si rendono autori di fatti simili, spiegandolo ai ragazzi in maniera comprensibile e semplice, tutti gli episodi incriminati che rientrano negli atti di violenza tra giovani, anche al di fuori del mondo della scuola.

Nel corso dell’incontro i ragazzi hanno parlato di alcune loro esperienze quotidiane, dei fatti che hanno appreso da conoscenti o dai mass media, con il forte invito a non tacere qualora vittima o testimoni di atti di prevaricazione per rompere il “muro del silenzio e dell’omertà” e, in alcuni casi, di colpevole complicità omissiva. Il silenzio e la paura infatti, sono le prime reazioni delle vittime del bullismo. Sono stati illustrati anche gli strumenti normativi da adottare per difendersi, parlando dei problemi con i genitori e con gli educatori.

I giovani uditori, un po’ stupiti per il loro nuovo “insegnate”, hanno partecipato con molto entusiasmo e spirito critico, lasciando intendere che spesso vivono da soli forti esperienze e le condividono con i loro coetanei perché ritengono gli adulti non capaci di ascoltarli: è stato spiegato loro che la giovane età e la mancanza di esperienza, li rende facili prede degli “orchi della rete” e del web e che di pericoli in “giro”, soprattutto nel mondo virtuale c’è ne sono tanti, e che quando si naviga su internet è sempre opportuno farlo sotto la vigilanza e la supervisione di un adulto.

Per l’alcol e la droga è stato spiegato ai giovani di non lasciarsi abbindolare dal fascino del proibito e dallo spirito di emulazione: i rischi per la salute sono notevoli (danni al cervello, al fegato ed ai reni, rischi di patologie cardiache e polmonari, addirittura casi di morte per una sola assunzione di misture di droghe ed alcool senza controllo) e, nel 90% dei casi, non essere stati capaci di dire di “no” all’amico sbagliato (per non farsi escludere dal “gruppo” o per la voglia di “sentirsi grandi”) ha condotto nel tunnel della tossicodipendenza e dell’alcolismo dei giovani anche di buone famiglie, promesse dello sport o semplicemente “dei bravi ragazzi”.

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