Burrasca sul Rimini Calcio, l'assessore Brasini: "preoccupati per la situazione"

Dopo gli stipendi non pagati ai calciatori, per Brasini è "ancora una volta a rischio un patrimonio della città che fatica a trovare stabilità"

La scadenza era fissata per il 16 febbraio quando, secondo gli accordi, il presidente del Rimini Calcio, Fabrizio De Meis, avrebbe dovuto pagare gli stipendi arretrati dei calciatori inerenti ai mesi di novembre e dicembre 2015. Un accordo non onorato che ha fatto così scattare le sanzioni previste: due i punti di penalizzazione alla squadra, uno per il mancato veramento delle mensilità e uno per l'Irpef non pagata. "L’ennesima tempesta, in qualche modo annunciata, si è abbattuta sui colori biancorossi - ha commentato l'assessore allo Sport, Gianluca Brasini. - Le notizie relative alle difficoltà economiche che sta attraversando l’AC Rimini e le nubi sempre più nere che si stanno addensando sul futuro di una delle società storiche della città ci preoccupano. E non poco. Ci preoccupano perché ancora una volta è a rischio un patrimonio della città che, ancora una volta, fatica a trovare stabilità. Ci preoccupa perché in ballo c’è anche (soprattutto?) il destino di un florido settore giovanile, pronto dopo decenni a utilizzare il ‘suo’ Romeo Neri grazie agli ultimi interventi di riqualificazione straordinaria dell’impianto, nell’ottica di farne finalmente un sicuro punto di riferimento del movimento sportivo riminese".

"La storia dell’AC Rimini - aggiunge Brasini - non è mai stata un tappeto di soffici rose. Molte le spine, negli anni settanta, Ottanta, Novanta con gestioni precarie e perfino fallimenti e libri portati in Tribunale. La solidità del periodo della gestione Bellavista – Cocif si è rivelata, con il senno di poi, una eccezione. Prima e dopo una montagna russa continua di eventi, sul campo e soprattutto fuori dal campo, che hanno impedito di costruire su basi meno fragili, in un contesto endemicamente di distacco, per non dire indifferenza, da parte del mondo dell’imprenditoria locale. Una reticenza ‘storica’, salvo benemerite eccezioni, quella del tessuto economico riminese nei confronti dello sport, che la crisi economica non ha fatto altro che rendere più grave e più dolorosa. Nel periodo più recente di ‘mare mosso’, il ruolo delle istituzioni è stato quello di affiancarsi e sostenere i privati per salvare e valorizzare il patrimonio sportivo e sociale della città. Anche in questi ultimi due anni, insieme al patron dell’Ac Rimini De Meis, abbiamo lavorato affinché ci fossero le condizioni per avviare un percorso serio e fattibile e dare così un futuro perlomeno tranquillo alla principale squadra della città, in particolare al settore giovanile. Un impegno che si è tradotto in investimenti sull’impiantistica, con la riqualificazione dello stadio, e anche in un affiancamento fattivo e concreto nelle difficili vicende societarie e nei rapporti con le gestioni passate. In più riprese l’Amministrazione Comunale si è appellata al senso di responsabilità e all’attaccamento ai colori della società di calcio cittadina, così come ha cercato di coinvolgere nuove forze imprenditoriali affinché ci fosse linfa nuova e nuova benzina per il motore biancorosso.

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"Anche in questo nuovo periodo buio - conclude l'assessore - le porte del Comune sono aperte giorno e notte per chi, proprio facendo leva su quel senso di responsabilità, voglia mettersi in gioco per tentare perlomeno di salvare la stagione in corso e consentire così di poter ragionare a bocce ferme e con lucidità sul futuro di quella che è una delle squadre simbolo della città. Credo e spero ancora che ci siano i margini per arrivare ad un accordo tra coloro che hanno davvero a cuore le sorti del calcio riminese e confido che si possa trovare una soluzione positiva che eviti il precipitare degli eventi”.

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