"C'è lavoro per te, ma devi anticipare 2mila euro": truffato artigiano

I due sono stati denunciati per “contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali, falsità materiale commessa dal privato, sostituzione di persona e truffa”.

I Carabinieri della Compagnia di Novafeltria hanno denunciato in stato di libertà due imprenditori edili per “contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali, falsità materiale commessa dal privato, sostituzione di persona e truffa”. Qualche giorno fa si è presentato nella caserma di Novafeltria un artigiano del luogo per sporgere una denuncia contro due malfattori.

Nella fattispecie è emerso che il malcapitato era stato contattato a gennaio da un 56enne residente in Alta Valmarecchia ed un 54enne residente in Emilia, contitolari di un’impresa edile, che gli avevano proposto un lavoro in subappalto, in un’azienda agricola sita nel forlivese, finalizzato alla realizzazione di tutta la pavimentazione del citato agriturismo.

L’ignaro artigiano, però, avrebbe dovuto anticipare la somma di 2mila euro per la stesura del relativo contratto di lavoro. Il denunciante, anche alla luce delle attuali difficoltà lavorative, convinto della buona riuscita dell’operazione, ha stipulato il contratto di subappalto dei lavori, risultato poi falsificato, fornendo come anticipo, la somma di 400 euro con l’accordo che i lavori sarebbero iniziati nella prima decade del mese di marzo.

Trascorsi i mesi di marzo e aprile senza che i due malfattori  si facessero vivi e continuando a risultare non rintracciabili sulle utenze telefoniche fornite, l’artigiano ha deciso di recarsi personalmente nel luogo ove avrebbe dovuto realizzare la pavimentazione, apprendendo con stupore, dal titolare dell’azienda che non vi era alcun lavoro da eseguire. Capendo di essere stato raggirato, l’uomo si è presentato dai Carabinieri per illustrare i fatti.

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Le indagini hanno permesso di identificare i due malfattori, appurando che gli stessi avevano raggirato il povero artigiano utilizzando un vecchio contratto in loro possesso falsificandone le firme e i timbri. I due sono stati così denunciati per “contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali, falsità materiale commessa dal privato, sostituzione di persona e truffa”.

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