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Caccia ai reperti archeologici nell'area del velodromo: “Scarse tracce di non significativa entità”

Nessuna preclusione all'eventuale realizzazione del nuovo edificio scolastico. L'Assessore Stoppioni: “Nulla che ostacoli possibili altri lavori”

“Scarse tracce di non significativa entità”. Sintetizza così il Sindaco Mariano Gennari i risultati della campagna di scavi nell'area del velodromo. Sondaggi che si sono effettuati la scorsa settimana sotto la direzione della Soprintendenza ai Beni Culturali di Ravenna. Quell’area è individuata, infatti, quale sede del progetto di fattibilità di un eventuale nuovo edificio scolastico cittadino. Progetto affidato ad uno studio specializzato e che si svilupperà compiutamente in un elaborato definitivo solo se non vi saranno ostacoli alla realizzazione dell'opera. Nel contempo, il progetto preliminare si è reso indispensabile per la perimetrazióne dell’area da sottoporre ai sondaggi archeologici. “La zona - prosegue il Primo cittadino - risulta già nota e documentata alla Soprintendenza di Ravenna e non si è resa necessaria una relazione archeologica preliminare. La campagna di scavi, condotta sotto la direzione e lo stretto controllo della Soprintendenza, si è conclusa lo scorso 27 febbraio con il rinvenimento di scarse tracce di non significativa entità e comunque tali da non costituire un elemento preclusivo per la realizzazione dell'eventuale nuova struttura scolastica”.

“Queste lievi tracce confermano una frequentazione dell'area - sottolinea l'Assessore alla Cultura Maria Luisa Stoppioni - ma nulla che ostacoli possibili altri lavori. Per effettuare i sondaggi archeologici ci si è avvalsi della società Tecne Srl, presente nell’elenco della Soprintendenza, che opera nel campo dell'Archeologia e dei Beni Culturali con personale specializzato. La stessa Tecne aveva effettuato i precedenti sondaggi svolti tra il 2007 ed il 2009”. Si sono realizzate diverse trincee scendendo nel terreno fin alle quote dove dovrebbero arrivare gli scavi se si dovesse realizzare il nuovo edificio. A visionare le operazioni svoltesi nei giorni scorsi vi era il funzionario della Soprintendenza. “Si sono compiuti i rilievi del caso, pulito con accuratezza quello che appariva, documentato tutto con foto e richiuse le trincee. Nel caso fosse apparsa una stratigrafia - conclude la Stoppioni - ci si sarebbe soffermati con attenzione, ma nella zona vi era argilla pulita di tipo alluvionale. Ad ogni modo sarà prevista la presenza di un archeologo a monitorare costantemente un eventuale cantiere in quella zona”.

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