Caccia alle nutrie, gli animalisti insorgono sulla decisione del Comune

L'Enpa: "Si applichino i validi metodi ecologici, gli unici veramente efficaci. Basta alle barbarie"

"Apprendiamo che il sindaco di Riccione, Renata Tosi, ha emesso un'ordinanza per la cattura e l'uccisione delle nutrie nella zona di Marano, dove, secondo la Asl sarebbero in sovrannumero. Vorremmo pertanto sapere se sia mai stato condotto un censimento scientifico delle popolazioni e in tal caso chiediamo sia reso pubblico al più presto. Ma chiediamo anche che siano sospese le uccisioni e che in via prioritari siano applicati metodi preventivi ecologici, gli unici realmente efficaci, per questo adottati da un numero crescente di amministrazioni comunali". Così l'Enpa sulla ennesima inutile mattanza di "castorini" in atto nel comune romagnolo.

D'altro canto, segnala l'associazione, se si procede con la cattura e con l'uccisione delle nutrie, l'unico effetto sarà quello di creare spazi per una nuova colonizzazione: altri esemplari giungeranno in breve tempo ad occupare le tane e il territorio lasciati dai precedenti. "Sono più di 25 anni - tuona l'associazione che si ammazzano con un pretesto o l'altro gli animali per contenerne le popolazioni, eppure le situazioni di sovrannumero demografico, ammesso siano reali, non hanno mai fine. Ciò significa che la strategia seguita fino ad oggi è fallimentare. Tra l'altro, nel caso delle nutrie, il dissesto idrogeologico non ha nulla a che vedere con la presenza di questi animali. Allagamenti e alluvioni, infatti, sono provocati dalla manutenzione degli argini dei nostri fiumi e dei canali, molto deficitaria se non del tutto assente; dalla cementificazione selvaggia; dal consumo di suolo e dalle pratiche agricole condotte senza alcuna programmazione. Oltretutto, innumerevoli ricerche scientifiche hanno stabilito da tempo che la nutria non rappresenta un pericolo neanche dal punto di vista sanitario".

Per questo, Enpa ha inviato al sindaco di Riccione un documento su una serie di metodologie prioritarie ed ecologiche - ad esempio reti anti nutria, studi sulla pendenza dei canali, strumenti dissuasivi - applicabili da subito, più una serie di azioni sperimentali. Tra queste, l'esperienza di Enpa Perugia, che, con il benestare di autorità scientifiche e istituzionali, ha avviato e con i propri veterinari un progetto di sterilizzazione delle nutrie evitando così un nuovo massacro.

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