I cacciatori di tesori invadono la spiaggia riminese in cerca di preziosi

La battigia inizia a popolarsi dei cercatori armati di metal detector. C'è chi riesce a portare a casa anche 40 euro in monetine ogni giorno ma, i più fortunati, sono quelli che riescono a scoprire oggetti molto più preziosi

Appaiono sulla spiaggia puntuali a ogni fine stagione e, armati di metal detector, macinano chilometri e chilometri per trovare quello che i turisti hanno dimenticato tra la sabbia. Quella dei “cercatori di tesori” è un’immagine familiare sulla spiaggia riminese durante gli ultimi giorni di bel tempo e, spesso e volentieri, questo passatempo è anche molto redditizio se si calcola che, in media, un cercatore riesce a portare a casa anche 40 euro in monetine ogni giorno. Ma, se si è veramente fortunati, può anche capitare di imbattersi in qualcosa di molto più prezioso, come anelli, orecchini, braccialetti e catenine, che ripagano ampiamente sia delle lunghe camminate che dell’investimento iniziale del metal detector. 

Negli ultimi anni, complice anche l’abbassarsi del prezzo delle apparecchiature, è sempre più frequente imbattersi nei cercatori che oramai si disputano le zone più “pregiate” di spiaggia a forza di gare per arrivare prima degli altri. Di ogni età e provenienza, per molti questa è l’alternativa per poter "arrotondare". Scendono in spiaggia la mattina prestissimo o anche nelle prime ore del pomeriggio con l’inseparabile apparecchio che individua, anche a diversi centimetri di profondità, eventuali metalli rimasti sotterrati sotto la sabbia. Altro che pirati, quello dei "cercatori d’oro" è diventato un vero e proprio lavoro, al punto che non ci si sorprende più di tanto nel vedere persone che, zaino in spalla, e "aggeggio" alla mano, scandagliano centimetro per centimetro il litorale. 

Sono oramai più di 10 anni che vado in spiaggia col metal detectorracconta Ugo, 60enne rimineseed è un hobby abbastanza redditizio anche se la concorrenza è aumentata sensibilmente. Non è facile dover convivere coi nuovi arrivati anche perché, adesso, la gente sta molto più attenta se perde qualche oggetto di valore in spiaggia. Nel corso della mia carriera di cercatore, comunque, ho avuto i miei momenti di gloria quando dalla sabbia della battigia sono spuntati braccialetti e catenine d’oro. Con l’arrivo degli euro è diventato più facile arrivare a fine ricerca con un bel gruzzolo anche se, negli ultimi anni, diventa sempre più difficile imbattersi in oggetti preziosi. All’inizio mi avventuravo anche in acqua dove era più facile trovare qualcosa di valore sfuggita ai nuotatori ma, adesso, non ho più l’età per fare lunghe camminate in mare”. 

Io sono un neofitaspiega Luca, 35enne di Savignano incontrato qualche metro più avanti e quasi infastidito dall’essere interrotto durante il lavoro. – Ho incominciato questa primavera per curiosità ma, quando dopo pochi giorni ho raccolto 100 euro in monetine, mi sono appassionato e, adesso, passo al setaccio ogni metro di spiaggia. Ancora non ho avuto la fortuna di incappare in qualche oggetto di valore ma, stando ai racconti di altri cercatori, sono fiducioso e so che prima o poi arriverà”.

I bagnini non ci vedono di buon occhioaggiunge Matteo, 56 anni di Rimini soprattutto se iniziamo a controllare le loro zone in estate o quando ancora c’è gente che prende il sole. Più di una volta mi hanno insultato e cercato di cacciare via in malo modo ma io non desisto. Non faccio nulla di male anzi, se trovo dei pezzi di ferro che possono ferire chi cammina a piedi scalzi, li raccolgo e poi li butto. Senza contare che, questo, è un ottimo modo per rimanere in forma e, a volte, ritrovarsi con un discreto gruzzolo in tasca”. 

Tuttavia, a rigor di legge, tutti gli oggetti rinvenuti con il metal detector in zone non soggette a vincolo e in ricerche non archeologiche devono essere denunciati entro 24 ore alle autorità competenti e chi le trova deve provvedere alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state rinvenute. Sulla spiaggia, che è un bene demaniale, il discorso è leggermente diverso. Secondo l'articolo 927 del Codice civile chi trova una cosa deve restituirla al proprietario e, se non lo conosce, deve consegnarla senza ritardo all'ufficio preposto a tale scopo o rivolgersi al posto di polizia più vicino, indicando le circostanze del ritrovamento. Trascorso un anno, se nessuno lo chiede indietro appartiene a chi l'ha trovato. E secondo l'articolo 930 il proprietario dell'oggetto in questione deve pagare a titolo di premio al ritrovatore, se questi lo richiede, il decimo della somma o del prezzo della cosa ritrovata.

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