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Cronaca Maiolo

Il cartellino rosso fa perdere la testa al calciatore, aggredito l'arbitro. "Fatto grave, non doveva accadere"

Il fatto in Terza categoria durante il match tra Maiolo e San Carlo. Il presidente: "La società ha preso i suoi provvedimenti, ma il ragazzo resta comunque un amico"

Un cartellino rosso, per doppia ammonizione, fa completamente perdere le staffe a un calciatore di Terza categoria. Che, per dimostrare tutto il suo disappunto, finisce per aggredire il giovane direttore di gara 18enne. Con un contatto fisico, un colpo nei confronti del giovane arbitro. Un gesto che nulla ha a che vedere con la correttezza sportiva e il fair play.

Il caso si è registrato nel corso della partita di campionato di Terza categoria riminese, che vedeva in campo il Maiolo Asd contro il San Carlo. L’episodio incriminato nel cuore del primo tempo del match, quando il San Carlo era in vantaggio di una rete. A ricostruire l’accaduto, attraverso i profili social della società, è il presidente del club Tommaso Ugolini. Che coglie l’occasione anche per fare un’analisi e considerazioni sull’episodio. “È ora di mettere chiarezza su quanto successo sabato alla partita del Maiolo Calcio. Al 34’ del primo tempo, un giocatore del Maiolo, dopo aver ricevuto la seconda ammonizione, ha dato una manata all’arbitro. No, non ci sono state risse.  No, non gli ha tolto il fischietto dalla bocca per picchiarlo meglio. No, non è stato necessario placarlo e chiuderlo negli spogliatoi. È stata data una manata. A seguito della manata il ragazzo si è girato ed è andato negli spogliatoi”.

Il club cercando di ricostruire l’accaduto, prende tuttavia le distanze dal gesto: “Il fatto successo è gravissimo, e sono scene che nessuno vorrebbe vedere e che in alcun modo possono essere giustificate. La società ha preso i suoi provvedimenti nei confronti del giocatore. L’obiettivo della squadra è quello di divertirsi giocando a pallone, nel massimo rispetto di tutto e di tutti. Allo stesso tempo, tutte le persone che per far notizia ingrandiscono la cosa dovrebbero farsi un esame di coscienza e mettersi al posto di chi giudicano. Il ragazzo, nonostante la gravità del gesto, resta comunque un amico e una persona che, in quanto tale, va rispettata”, conclude il presidente. Ora spetterà al giudice sportivo decidere il provvedimento, probabile una maxi squalifica.

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