Calcioscommesse e malavita, rinviati a giudizio gli indagati dell'operazione Dirty Soccer

Il gruppo aveva messo in piedi una serie di partite truccate per poter scommettere forte certi del risultato finale

Il gip del Tribunale di Rimini ha rinviato a giudizio i 36 indagati dell'operazione "Dirty Soccer", tranne un piccolo gruppo che ha scelto il pattegiamento, con le accuse di associazione a delinquere e frode sportiva col processo che si aprirà davanti al Collegio il prossimo 16 giugno. L'operazione della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Catanzaro aveva visto coinvolte, nel maggio del 2015, oltre venti province italiane. In Romagna gli inquirenti avevano operato nelle province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna dove i coinvolti erano in grado di truccare decine di partite dei campionati di Lega Pro e serie D con più di 30 squadre coinvolte tra cui anche il Santarcangelo. A finire nella rete erano stati calciatori, direttori sportivi, imprenditori e intermediari che, secondo le accuse, avevano messo in piedi un vero e proprio clan per realizzare le combine su cui poi scommettere forte certi del risultato finale delle partite. Incardinato in un primo tempo a Catanzaro, il giudice aveva accolto l’eccezione di incompetenza territoriale proposta dalle difese degli imputati e, il fasciolo, era quindi passato al Tribunale di Rimini.

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