Michelle Hunziker e Max Laudadio assolti da tutte le accuse

Scagionati anche gli altri imputati che, a vario titolo, dovevano rispondere di violazione di domicilio, sostituzione di persona, interferenze illecita nella vita privata e discredito e ostacolo all'attività professionale

Si è concluso con una assoluzione per tutti il processo che, davanti al giudice monocratico del Tribunale di Rimini, vedeva imputati tra gli altri Michelle Hunziker e Max Laudadio. Nella sentenza il magistrato ha assolto tutti, per insufficenza di prove, dai reati di sostituzione di persona, violazione di domicilio e interferenza nella vita privata. Non costituisce reato, infece, la diffamazione mentre, invece, non sussiste l'accusa di ostacolo all'attività professionale. I due principali accusati erano stati denunciati da Rodolfo Mirri, un imprenditore e talent scout con società a Riccione, dove il Tg satirico inviò delle finte aspiranti modelle, e che si è sentito offeso e diffamato dalla trasmissione andata in onda il 17 marzo del 2010. Michelle Hunziker doveva rispondere, insieme a Laudadio solo di diffamazione, mentre l'inviato di Striscia con una collaboratrice e due finte clienti di Mirri, di violazione di domicilio, sostituzione di persona, interferenze illecita nella vita privata e discredito e ostacolo all'attività professionale. Le richieste per le "complici" di Laudadio sono andate da 1 anno a 9 mesi di reclusione.

Secondo l’accusa avrebbero pronunciato, nel corso di un’intervista andata in onda durante la trasmissione televisiva “Striscia la notizia” del 17 marzo 2010, affermazioni lesive dell’onore di Mirri. L’inviato del tg satirico Laudadio dovrà rispondere, assieme alle comparse che avevano collaborato alla realizzazione del relativo servizio, anche dell’incursione con telecamere nascoste nell’ufficio riccionese della parte offesa, che era stato anche agente della Hunziker agli inizi della carriera.

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Nel servizio, visto ma milioni di spettatori, si lasciava intendere che Mirri, approfittando della sua riconosciuta attività di talent scout nel mondo dello spettacolo, avrebbe richiesto in alcune occasioni favori sessuali dalle ragazze che si rivolgevano alla sua agenzia. La stessa Hunziker, intervistata da Laudadio nella puntata finita sotto accusa, rincarò la dose: raccontò, infatti, di essere sottoposta a “un vero e proprio ricatto”. L’agente avrebbe detto esplicitamente alla donna, all’epoca appena diciassettenne e reduce dal successo ottenuto come modella per la pubblicità “Roberta”, "se vuoi continuare a lavorare con me, tu devi venire a letto con me". Una denuncia pubblica, ma tardiva ed evidentemente non suffragata da elementi, secondo quanto ritengono gli investigatori. La showgirl si batte da tempo, attraverso la fondazione “Doppia Difesa” in favore dei diritti delle donne e contro ogni forma di discriminazione su donne e bambini. Spiegò di non aver ceduto presunto al ricatto. 

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