Cane costretto alla catena, il proprietario finisce a processo per maltrattamenti

Sull'uomo pesa anche un secondo procedimento con le stesse accuse dopo che il quattrozampe era stato trovato morto per strangolamento

Si è aperto nella amttinata di mercoledì il processo che vede, sul banco degli imputati, un 48enne accusato di maltrattamenti nei confronti degli animali. L'uomo, secondo le accuse che gli vengono mosse, avrebbe costretto una cucciola di metticcio di pitbull alla catena rendendole, di fatto, difficoltosi i movimenti. A segnalare la situazione erano state, nel 2012, alcune associazioni animaliste riminesi che, passando nei pressi del cortile dove era custodita la quattrozampe, si erano accorte di come la cucciola era sempre legata alla catena e che, spesso, questa le si attorcigliava addosso. Era così partita una denuncia alla polizia Municipale di Rimini con gli agenti che avevano identificato il 48enne, già noto alle forze dell'ordine, il quale aveva a suo carico un deferimento sempre per maltrattamento di animali. L'uomo, infatti, in un altro processo deve rispondere delle stesse accuse in quanto il cane che aveva in precedenza, legato alla medesima catena del metticcio di pitbull, era stato ritrovato morto strangolato dal legaccio. L'udienza è stata rinviata al prossimo novembre quando, sul banco dei testimoni, saliranno i teste della difesa e verrà ascoltato anche l'imputato.

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