Cronaca San Giuliano / Via Lucio Lando

Cani per non vedenti e asmatici, si scatena la querelle sull'albergo di Rimini

Dopo il doppio verbale arrivato all'hotel St. Gregory Park di San Giuliano il cui titolare ha rifiutato l'accesso con i cani guida

Dopo il doppio verbale arrivato all'hotel St. Gregory Park di San Giulianoil cui titolare ha rifiutato l'accesso con i cani guida, si infiamma la querelle all'indomani del sit- in, organizzato domenica pomeriggio davanti all'albergo, da parte dell'associazione Blindsight Project. In una nota stampa, infatti, Federasma sottolinea che "come si evince anche dalla nota e dalle registrazioni video andate in onda su varie emittenti, non è intenzione di nessuno prevaricare i diritti degli ipovedenti. Al contrario si vuole trovare la soluzione più giusta per tutti. Nel caso specifico la soluzione è chiedere la modifica della legge 37/74 nella parte in cui non prevede eccezioni per accesso dei cani guida negli alberghi che non accettano animali al fine di tutelare altre categorie comunque deboli che hanno allergie, fobie o altre problematiche. Dalla discussione molto accesa che è sorta si evince la totale insensibilità da parte dei manifestanti nei confronti delle altre categorie deboli. Ci si auspica che un po' tutte le associazioni trovino un punto d'incontro finalizzato a trovare la miglior soluzione per tutti: garantire da un lato l'accesso ai cani guida e tutelare chi ha forme allergiche o fobie per gli animali, dall'altra. Si ribadisce quindi che la scelta aziendale di non accettare animali, lungi dal voler rappresentare una qualche forma di discriminazione nei confronti di ipovedenti, è finalizzata unicamente alla tutela di soggetti altrettanto deboli che, per patologie, ovvero fobie, ovvero altre motivazioni, chiedono di poter esercitare il propiro diritto a soggiornare in una struttura priva di animali".

Dalla struttura alberghiera, invece, arriva un'altra nota stampa nella quale si annunciano azioni legali per tutelare il St. Gregory Park. A finire nel mirino dell'hotel è la nota stampa diffusa dal Comune di Rimini, con le dichiarazioni dell'assessore alla polizia Municipale Jamil Sadegholvaad. "Mentre prendiamo atto che l'assessore è intervenuto in adempimento 'di un atto dovuto' - spiega il titolare Mauro D'Amicocomprendiamo di meno il riferimento ad un 'di più' che lo avrebbe indotto a quell’atto. Infatti il 'di più' che sarebbe stato protetto sarebbe stata la tutela da offrire ai non vedenti, oltre che dalla legge, da coloro che come gli albergatori riminesi 'hanno sempre fatto dell’ospitalità la loro bandiera  anche per la storica propensione all’accoglienza e all’apertura al prossimo'. Proprio una completezza di informazione, non diciamo di necessaria condivisione. avrebbe dovuto spingere quell’Assessore, che è Assessore di tutti i cittadini riminesi, a rendere conto anche altre cose".

"I non vedenti - sottolinea D'Amicohanno sicuramente diritto ad ogni aiuto alla loro autonomia negli spostamenti e ad ogni altra forma di tutela che possa affievolirne gli svantaggi della infermità. una tale tutela, tuttavia, non può non spettare anche, al di là di eventuali tardività di tutele legislative, a coloro che siano portatori di altre problematiche quali gli asmatici e i cinofobi. Nel ricordare le gravi conseguenze, che possono condurre perfino alla morte, di un attacco asmatico ci pare ben possibile che in una zona che conta centinaia e centinaia di alberghi, che ben possono ospitare i non vedenti, alcuni si pubblicizzino e tentino di promuoversi sul mercato come accoglienti di persone asmatiche e/o cinofobe e quindi garantendo l’assenza di animali nella struttura alberghiera ospitante con assunzione di correlativi obblighi che un minimo di professionalità deve poi indurre a rispettare senza abdicarvi, magari in momenti di carenze di presenze, per successivi calcoli di opportunità e/o convenienza. Proprio 'la storica propensione all’accoglienza e all’apertura al prossimo' richiamata da Jamil Sadegholvaad, che sicuramente conosce sotto il profilo storico e di appartenenza territoriale le nostre zone, deve portare ad una tale completezza di attenzioni al prossimo o quanto meno deve evitare condanne aprioristiche,  attingenti ad un disinformato pietismo e univocamente orientate in verosimile violazione anche di dettati costituzionali. Non posso accettare il bagno di ingiurie e/o quanto meno di riprovazioni che mi sta investendo e tutelerò pertanto in ogni sede una visione corretta e non discriminante dell’accoglienza turistica nonché la mia immagine umana e professionale".

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