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Cronaca

Caos medici, lo Snami mette in mora l'Ausl Romagna. "Basta usare il personale in modo illegittimo"

Dura presa di posizione a fronte della situazione critica al 118 e pronto soccorso. "Se mancano la bellezza di 27 medici 118, per quale motivo l'azienda si ostina a utilizzarli per coprire altri servizi ospedalieri"

È sempre scontro aperto tra Ausl Romagna e Snami sull'impiego dei medici del 118 in Pronto soccorso. Il sindacato confuta punto su punto la presa di posizione in merito del direttore generale Tiziano Carradori, in particolare sul taglio in busta paga di 900 euro ai sette medici d'urgenza, met, su 41 che non hanno accettato di dare una mano. E annuncia di avere "dato corso alla messa in mora aziendale", con l'invito al dg a "formulare una doverosa offerta transattiva utile a compensare differenze retributive e contributive dovute ai medici che sono stati impropriamente usati come equiparati e intercambiabili mentre tali non potevano essere". Se Carradori si stupisce della "sistematica e pluriennale violazione continuativa delle disposizioni normative e contrattuali relative ai medici dell'Emergenza" imputata all'Ausl Romagna, il sindacato ricorda che già "nell'intesa sottoscritta nel 2016 vi è un esplicito riferimento a modelli organizzativi totalmente incoerenti con la convenzione 118". E in questi sei anni non ha avuto seguito l'impegno dell'Azienda a porvi rimedio. L'inserimento dei met in Pronto soccorso avviene su base volontaria, prosegue, e "la richiesta dell'Azienda può essere fatta se e solo se non è in grado di garantire il servizio con personale dirigente". Ma tale necessità "non risulta ricorrere" per lo Snami: turni alla mano, "il personale strutturato pare oggi spesso inserito in compiti propri del lavoro convenzionato 118, generando in questo modo una indebita inversione di funzioni", con i medici del 118 che non vedono garantiti i diritti tipici del Contratto nazionale di riferimento per quelle funzioni ospedaliere che non hanno i titoli per svolgere.

Carradori afferma inoltre che sino al 30 giugno, su 41 met 34 hanno aderito, mentre sette hanno deciso di svolgere attività esclusivamente in automedica. Tutti i 34 hanno svolto almeno un turno in automedica, tranne due che hanno effettuato un percorso di affiancamento. Lo Snami sorride: da un lato ci sono met che "non hanno nemmeno un turno in compiti del proprio contratto", dall'altro non c'è bisogno di affiancamento "essendo in servizio in quelle funzioni oramai da anni e anni". Più nel dettaglio, sono operative 12 automediche la cui copertura h24 necessita 70 medici, mentre i met sono 43. Per cui "se mancano la bellezza di 27 medici 118, per quale motivo l'Azienda si ostina a utilizzarli per coprire altri servizi ospedalieri per i quali non hanno i titoli?", si chiede lo Snami, contestando Carradori anche sulle integrazioni in busta paga a chi ha accettato di lavorare in Ps. Al sindacato risulta infatti che i medici aderenti hanno ricevuto una indennità di 740 euro al mese indipendentemente dalle ore svolte e chissà cosa ne pensa la Corte dei conti sull'opportunità e liceità di "versare un compenso massimo anche a fronte di sole sei ore di attività progettuale teoricamente retribuita 15 euro all'ora". Senza dimenticare che "uno strumento eccezionale, in alcuni luoghi, non può divenire strumento di uso sistematico in ogni dove". Ci sarà dunque "una rivalutazione rispetto l'opportunità di mantenere questo strumento foriero di malcostumi gestionali". Sul taglio dei 900 euro, il sindacato ribadisce che "non sono dovuti per l'integrazione, ma per altri compiti legati al sistema 118 e di integrazione organizzativa, tuttoggi pienamente assolti dalla totalità dei medici".

Infine, se per il direttore generale la presunta violazione di norme e di accordi "più volte, da ultimo in sede Prefettizia a Ravenna, è stata respinta come non fondata", e "la posizione assunta dall'Azienda è meramente di interpretazione contrattuale", lo Snami replica che "è solo questione di tempo perchè la magistratura decida su quelle che si ritengono indebite decurtazioni stipendiali". Insomma le azioni legali "arriveranno a brevissimo" perchè "si sta usando, illegittimamente, personale non correttamente inquadrato, per compiti superiori che sono previsti per altri contratti". E "al contempo" si tengono "molti dei medici con titoli e inquadramento a fare mansioni del rapporto di lavoro convenzionale, in uno scenario di indebita inversione di ruoli e contratti". Con a monte una carenza di professionisti per "assolvere i compiti per loro previsti contrattualmente". (fonte: agenzia/Dire)

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