Tra sport e cultura: nuova vita per i capanni lungo il Marecchia

Al momento due dei sei capanni sono già disponibili, un terzo potrebbe essere a disposizione da gennaio e i restanti a seguire, secondo le tempistiche dettate dal Servizio Tecnico di Bacino

I capanni da pesca sull’argine del Marecchia diventano punti di incontro, di arte, di cultura e di sport. Sta prendendo forma il progetto di riqualificazione degli argini partito in concomitanza con la ricostruzione del ponte di via Coletti, l’importante intervento concluso nel luglio scorso e che ha dato il “la” ad un progetto organico per la valorizzazione di uno dei luoghi dell’identità dei riminesi, tra San Giuliano e Rivabella.

Uno dei tasselli del progetto comprende la valorizzazione dei capanni da pesca presenti sulla sponda del fiume, di proprietà del Servizio Tecnico di Bacino e a cui l’Amministrazione Comunale ha chiesto la concessione, individuando per ognuno dei capanni una funzione ad uso pubblico, con diversi progetti ipotizzati da portare avanti. Progetti in linea con quanto prevede la legge regionale che regola la concessione, che individua come prioritari la tutela della biodiversità, la riqualificazione ambientale e la realizzazione di opere di interesse pubblico nel pieno rispetto delle caratteristiche ambientali dell’area.

Una delle proposte di progetto presentate dal Comune al Servizio Tecnico di bacino prevede la realizzazione di attività di cura e pulizia del lungomare degli artisti e del percorso ciclo-pedonale sino alla foce del deviatore. I capanni in questo caso serviranno al deposito delle attrezzature e all’organizzazione delle attività, che saranno coordinate dal gruppo Ci.Vi.Vo San Giuliano – Deviatore, creato nel febbraio 2014. Un altro capanno è destinato invece ad un progetto a cura della Direzione Polizia Municipale, per la realizzazione di attività per promuovere la sicurezza in mare.

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Il mondo della marineria è al centro del terzo progetto proposto, che prevede la realizzazione di attività didattiche per tramandare le tradizione nel rapporto tra uomo e mare e il mestiere della marineria, con l’allestimento di laboratori di studio e organizzazione di visite guidate. Un capanno dovrebbe essere invece dedicato all’attività artistica e a laboratori di espressività. Infine, l’ultimo progetto riguarda lo sport, con la creazione della “casa della canoa”, per avvicinare i giovani alla pratica di una disciplina non molto diffusa nella nostra zona. Il capanno sarebbe utilizzato anche come ricovero degli equipaggi e come deposito dell’attrezzatura necessaria, divenendo quindi un presidio costante. Al momento due dei sei capanni sono già disponibili, un terzo potrebbe essere a disposizione da gennaio e i restanti a seguire, secondo le tempistiche dettate dal Servizio Tecnico di Bacino.

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