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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca Riccione / Viale Giuseppe Verdi

Caporalato nel kebabbaro, intera famiglia finisce in manette

I dipendenti sottoposti a turni di lavoro massacranti e fatti dormire in ambienti malsani dopo che gli erano stati sequestrati i documenti

Un'intera famiglia di nazionalità turca, proprietaria di un negozio di kebab a Riccione, è stata arrestata nell'ambito di un'operazione dei carabinieri della Perla Verde e dell'Ispettorato del lavoro con l'accusa di caporalato. A finire ai domiciliari per sfruttamento del lavoro sono stati padre e figlio, di 64 e 25 anni, mentre per la madre è stato disposto l'obbligo di firma. L'indagine era partita nel luglio del 2022 quando un dipendente dell'attività, in via Verdi a Riccione, aveva segnalato le condizioni di lavoro e le minacce e ritorsioni a cui era sottoposto. Gli inquirenti avevano così iniziato a tenere d'occhio il kebabbaro e, allo stesso tempo, a prendere informazioni sui vari dipendenti facendo emergere un quadro inquietante della situazione a cui erano costretti i lavoratori. Secondo quanto emerso le paghe erano palesemente difformi rispetto a quanto stabilito dai contratti di lavoro con turni che arrivavano fino alle 15 ore giornaliere, a questo si aggiungeva la totale mancanza di riposi settimanali, malattie e ferie. Anche i luoghi di lavoro non erano a norma per quanto riguardava la sicurezza dei dipendenti che, allo stesso tempo, erano tenuti costantemente sotto sorveglianza e alloggiati in ambienti degradanti. 

Il locale sotto sequestro

Nel corso dell'inchiesta sono stati individuati 6 lavoratori, tutti extracomunitari e non sempre in regola coi documenti, sottoposti a questo trattamento. Ad alcuni di essi, inoltre, i titolari dell'attività avevano sequestrato i documenti oltre ai cellulari e agli effetti personali per poi costringerli a dormire in ambienti malsani. Alcuni venivano fatti dormire all’interno dei locali dell’attività commerciale, in particolare in un ripostiglio sopra la cella frigorifera, e in un caso persino all’interno dell’autovettura del datore di lavoro. Al termine dell'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Giulia Bradanini, il gip ha emesso il provvedimento cautelare nei confronti degli indagati. Difesi dagli avvocati Andrea Muratori e Diego Montemaggi, padre, madre e figlio saranno ascoltati dal giudice martedì mattina per l'interrogatorio di garanzia.

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