Migliorano le condizioni del carcere di Rimini: decisa riduzione del sovraffollamento

La composizione del dato relativo ai detenuti è attualmente così strutturata: 50 stranieri, 35 tossicodipendenti, 34 imputati, 20 appellanti, 11 ricorrenti, 39 definitivi, 5 semiliberi e 4 ammessi a lavorare all’esterno

Una decisa riduzione del sovraffollamento, un miglioramento delle condizioni strutturali e igieniche, basta con più di due detenuti per cella e, in tutte le sezioni detentive, il regime “a celle aperte”. Nel corso della sua visita effettuata lunedì alla Casa circondariale di Rimini insieme alla direttrice Rosa Alba Casella, la Garante regionale delle persone private della libertà personale, Desi Bruno, ha preso atto di numerosi miglioramenti, a partire dal consolidamento del trend positivo relativo all’abbattimento del numero di detenuti presso la struttura penitenziaria riminese.

Un miglioramento dovuto in particolare alla riduzione degli ingressi: alla data del 30 giugno, erano infatti 104, mentre a gennaio risultavano 166. La composizione del dato relativo ai detenuti è attualmente così strutturata: 50 stranieri, 35 tossicodipendenti, 34 imputati, 20 appellanti, 11 ricorrenti, 39 definitivi, 5 semiliberi e 4 ammessi a lavorare all’esterno. La presenza media nel mese di giugno è stata di 114 detenuti. Nelle sezioni detentive non ci sono più di due detenuti per cella, e in tutte le sezioni vige il regime “a celle aperte”, con i detenuti che possono restare all’esterno della camera detentiva fino a 9 ore al giorno circa.

La decisa riduzione del sovraffollamento si accompagna ad un miglioramento delle condizioni strutturali e igieniche del carcere, sottolinea la Garante nel suo resoconto: sono prossimi ad essere ultimati i lavori nella seconda sezione, la cui ristrutturazione permetterà di recuperare circa 25 posti, e sono stati sanificati gli ambienti della prima sezione, al momento in condizioni accettabili anche se risultano necessari lavori complessivi di ristrutturazione, che potrebbero iniziare una volta che la seconda sezione sarà tornata operativa grazie allo spostamento dei detenuti dalla prima sezione nei nuovi ambienti.

Gli stessi detenuti fra quelli muniti di adeguata professionalità, fa notare Bruno, potrebbero occuparsi di questi lavori, se venissero stanziate dall’amministrazione penitenziaria risorse dedicate al lavoro all’interno del carcere. In ogni caso, nell’ambito della piena realizzazione del circuito penitenziario regionale la struttura penitenziaria in questione sarà destinata ad ospitare persone che non sono condannate in via definitiva, ma in custodia cautelare, per cui, per quanto riguarda il lavoro, è difficile pensare a stabili lavorazioni interne a causa del turn over.

L’ultimo rapporto semestrale dell’Ausl di Rimini, a seguito della visita effettuata il 14 giugno 2014, anche in ragione di un esposto fatto all’Ausl stessa da parte di alcuni detenuti, lamentando la presenza di topi e di insetti striscianti, ha rilevato che non sono state riscontrate presenze, né tracce come deiezioni o insetti morti: si è rilevato unicamente che in alcune celle non sono presenti le pilette degli scarichi, da cui potrebbero entrare topi o altri piccoli animali. A tal proposito si è acquisita ed è agli atti documentazione dalla quale risulta che vengono periodicamente effettuati interventi di derattizzazione, l’ultimo dei quali effettuato l’11 marzo di questo anno.

Nell’organizzazione degli spazi detentivi risulta pienamente operativa la separazione fra imputati e condannati in via definitiva ed è stato adibito uno spazio destinato all’accoglienza dei detenuti che fanno ingresso in carcere, prima che vengano collocati nelle ordinarie sezioni. Risulta non essere pienamente utilizzata la sezione Andromeda a custodia attenuata, che ospita 11 detenuti a fronte di una capienza prevista di 15, in cui vengono collocati i detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti, selezionati dalla direzione e dell’Ausl, in attesa dell’accesso a misure alternative alla detenzione con finalità terapeutiche: alla sezione Andromeda si accede dopo un percorso nella sezione Cassiopea, dove sono collocati detenuti tossicodipendenti. Sono infine in corso di definizione progetti fra direzione del carcere e Comune al fine di impiegare i detenuti in lavori di pubblica utilità all’esterno del carcere, con il territorio riminese che offre particolari risorse in tal senso.

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