Casa Madiba, il corteo devia improvvisamente e occupa un'altra casa

Deviano durante il corteo e occupano un'altra casa. I partecipanti alla manifestazione, circa un centinaio, scortati da Polizia e Carabinieri, erano partiti con il corteo dalla stazione ferroviaria.

Foto RiminiToday.it

Doveva essere un corteo pacifico, per protestare contro lo sgombero di 'Casa Madiba' e di 'Villa Florentina ed Eva' ma, invece, si è trasformato in un'ennesima occupazione nonostante lo schieramento di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa. La manifestazione del centro sociale riminese, andata in scena nel pomeriggio di sabato, ha visto un colpo di mano dei partecipanti che ha lasciato le forze dell'ordine spiazzate. Verso le 16, sotto una pioggia battente, un centinaio di manifestanti si sono dati appuntamento nel piazzale della stazione ferroviaria per poi partire, sotto la scorta delle camionette di polizia e carabinieri, verso il centro storico puntando verso piazza Malatesta. Intuendo possibili scontri, come quelli di mercoledì pomeriggio, piazza Cavour e palazzo Garampi erano presidiati dalla polizia di Stato così come 'Casa Madiba' e 'Villa Florentina ed Eva' in via Dario Campana.

Durante il corteo, però, i manifestanti arrivati davanti alla sede dell'Ausl di via Circonvallazione Occidentale hanno improvvisamente deviato dal percorso autorizzato per infilarsi in via Ceccarelli. Mentre un gruppo ha fatto muro lungo la strada per bloccare i carabinieri che seguivano i manifestanti, un altro ha fatto irruzione in una villa abbandonata, al civico 14, per occuparla. E' così iniziato un lungo pomeriggio di tensioni con polizia e carabinieri che hanno bloccato la strada mentre, quelli del centro sociale, hanno iniziato a invadere le stanze e il giardino per pulirli e fare spazio all'interno. La villa, che ancora nel 2013 era assurta agli onori della cronaca in quanto sarebbe dovuta diventare una casa per le associazioni che seguivano gli immigrati, è di proprietà del Comune di Rimini e in stato di abbandono da quasi 15 anni.

La vecchia proprietaria, infatti, era la maestra e poetessa Teresa "Sina" Ricci, morta a cento anni compiuti nel 2006. Nel febbraio 2007 il notaio Plescia rese edotto palazzo Garampi dei voleri testamentari della signora: "destinare la proprietà al sostegno ed allo sviluppo - diceva il testamento olografo - degli impegni culturali, artistici e benefici della municipalità" alla sola condizione di mantenere visibili in una porzione della casa i cimeli di famiglia. Ma dopo l'accettazione "con beneficio di inventario" dell'eredità con una delibera di consiglio del luglio 2007, il Comune ha di fatto lasciato marcire il lascito del valore di 2 milioni di euro. Nelle stanze in abbandono, gli occupanti hanno trovato decine e decine di mobili antichi oltre ad effetti personali della maestra Ricci, libri e vecchie raccolte de 'La domenica del Corriere'.

La lunga trattativa tra occupanti, forze dell'ordine ed esponenti del Comune di Rimini è andata avanti fino alle 20 quando si è riusciti a raggiungere un compromesso. Pare, infatti, che palazzo Garampi abbia rinunciato, per il momento, ad usare la forza per far sgomberare la nuova 'Casa Madiba' e, dal canto loro, i ragazzi del centro sociale hanno garantito la cessazione del muro contro muro con le forze dell'ordine a patto che, entro metà della prossima settimana, il Comune garantisca l'apertura di un tavolo delle trattative per affrontare il tema dell'emergenza abitativa a Rimini.

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