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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Caso Green pass falsi, l'Ordine delle professioni sanitarie: "Pronti ad aprire una fase istruttoria"

La vice presidente Alessandra Amici: "Apriremo una fase istruttoria al fine di verificare il rispetto della legge ma anche della nostra costituzione etica, nonché del codice deontologico"

Dopo il caso Green pass falsi interviene l’Ordine territoriale delle professioni sanitarie delle province di Forlì-Cesena e Rimini: ordine che comprende 19 albi, tra cui quelli dei fisioterapisti e degli ortottisti. Dal 15 dicembre scorso, l'entrata in vigore di un Decreto legge, ha individuato l’Ordine professionale come l’organo che esegue la verifica automatizzata del possesso delle certificazioni verdi comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione anti Sars Cov-2, che di conseguenza porta all’immediata sospensione dall’esercizio della professione sanitaria per gli inadempienti all’obbligo vaccinale.

"Questo significa che l’Ordine - scrive in una nota - al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di cura e assistenza, deve controllare l’aderenza alle norme degli iscritti ai vari albi dell’ordine". Da qui una serie di considerazioni: "Per questo, la presenza di un ortottista non in regola ci porta grande rammarico – sottolinea Alessandra Amici, vicepresidente dell’ordine -: se il comportamento scorretto di qualche iscritto eventualmente coinvolto dovesse essere confermato, come ordine territoriale di Forlì-Cesena e Rimini apriremo una fase istruttoria al fine di verificare il rispetto della legge ma anche della nostra costituzione etica, nonché del codice deontologico della specifica professione. A questo fine abbiamo preso contatto con i Nas di Bologna a cui offriamo la nostra più ampia collaborazione".

"Questi fatti ci stimolano ad essere ancora più attenti nella nostra funzione di monitoraggio, che cercheremo di svolgere con ancora maggiore precisione ed efficacia, per fare in modo che i cittadini possano sempre fidarsi dei professionisti sanitari a cui si rivolgono e che noi rappresentiamo” conclude la vicepresidente.

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