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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Caso infermieri, è scontro totale. Il Nursing: "Altini non affronta la realtà, adesso passiamo ai fatti"

Gianluca Gridelli, responsabile Nursing: "Qui non si tratta di creare allarmismo, non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire"

Ormai tra il sindacato degli infermieri e l'Ausl Romagna è un botta e risposta senza freni. Il Nursing Romagna-Imola torna alla carica dopo le dichiarazioni rilasciate dal direttore sanitario Mattia Altini. E senza tanti giri di parole sferra con un nuovo documento un attacco netto: "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Qui non si tratta di creare allarmismo, si tratta di voler o no affrontare la cruda realtà dei fatti".

Ancora un lungo documento a firma di Gianluca Gridelli, responsabile Nursing: "Non possiamo non replicare alle dichiarazioni fatte dal direttore Altini a seguito della nostra segnalazione dello stato psico-fisico in cui si trovano gli operatori sanitari della Ausl Romagna. Intanto dice una inesattezza quando afferma di una missiva non pervenuta, la stessa nota inviata ai media è stata precedentemente inviata all ufficio relazioni sindacali preposto alle relazioni con le organizzazioni sindacali di categoria".

Il sindacato prosegue: "Detto questo il direttore snocciola una serie di numeri che corrispondono al vero ma numeri e tabelle possono, spesso, non rispecchiare lo stato dell'arte del tema trattato. Non volendo essere prolissi le assunzioni del 2020 (prima ondata Covid) hanno avuto la loro efficacia, certo, intanto perché c'è stato un lockdown dove si è dovuto contrarre al massimo tutte le attività sanitarie non direttamente correlate alla pandemia. Questo ha permesso di reclutare personale anche da altri reparti".

I numeri forniti, 542 infermieri attualmente assenti (per positività e sospensioni)  "parlano chiaro, non a caso sarebbe interessante verificare quante ore di eccedenza oraria hanno prodotto i professionisti sanitari, quanti giorni di ferie effettuate nell'anno (spesso solo i 15 giorni in estate) e quanti giorni di ferie residui hanno accumulato in questi  due anni di pandemia". E ancora: "Sarebbe interessante sapere quanti operatori hanno avuto la necessità di un supporto psicologico legato a fattori da lavoro stress-correlato che il testo unico di legge sulla sicurezza prevede. La nostra diatriba epistolare sui media finisce qui. Adesso passeremo ai fatti".

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