rotate-mobile
Venerdì, 21 Giugno 2024
Cronaca Coriano

Caso Petroltecnica Rovereta, i dipendenti scrivono al Presidente Mattarella

Un appello al capo dello Stato e alle autorità per sbloccare la situazione far ripartire il lavoro

I dipendenti di Rovereta e Petroltecnica lanciano un appello alla responsabilità, affinché si possa sbloccare lo stop dell’attività imposto lo scorso 6 aprile dal Comune di Coriano all’azienda di Cerasolo per irregolarità edilizie. Un appello che lanciano con una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alle autorità, al vescovo di Rimini e al prefetto.

“Siamo un gruppo di aziende che opera da oltre 40 anni nell’ambito del recupero di aree inquinate e nel trattamento dei rifiuti in un’ottica di economia circolare e siamo fortemente orgogliosi di essere stati i pionieri di questi principi. Le aziende sono riconosciute a livello nazionale e internazionale per la professionalità e le tecnologie di avanguardia dal punto di vista della salvaguardia ambientale e del recupero dei rifiuti”, è la premessa dei lavoratori. Che nella lettera spiegano come “nella nostra storia abbiamo contribuito a risanare migliaia di siti contaminati in tutta Italia restituendo all’ambiente e alla collettività aree che prima erano degradate e pericolose e che ora hanno trovato una nuova destinazione e utilizzo per le comunità locali. Il nostro settore del Pronto Intervento Ambientale è un’eccellenza nazionale nella risoluzione di emergenze ambientali gravi, ed è uno dei fiori all’occhiello che tutti ci invidiano”.

“Siamo in possesso di tutte le qualifiche e le certificazioni di qualità e ambientali per eseguire il nostro lavoro. Siamo sottoposti a controlli permanenti da parte dei clienti nazionali ed internazionali che certificano la nostra attività e questo ci fa essere stimati da tutti, clienti e fornitori – scrivono -. Tanti nostri clienti, grandi player nazionali e internazionali (compagnie petrolifere, industrie, utilities, società di demolizione industriale e società di ingegneria) e piccoli operatori locali ci stanno sostenendo e sono al nostro fianco in maniera visibile e concreta in questo particolare momento che stiamo vivendo. In questa situazione critica ci confermano il loro sostegno mediante richieste e ordini di lavoro e aspettano con trepidazione un positivo sblocco delle operatività”.

E ancora: “Nella società Rovereta trattiamo e recuperiamo rifiuti prevalentemente contaminati da idrocarburi che provengono dalla bonifica di aree inquinate, tipicamente stazioni di distribuzione carburanti e depositi. La salute degli operatori che lavorano presso l’impianto e la qualità dell’ambiente di lavoro sono costantemente controllati e monitorati negli anni come previsto dalle normative vigenti, mediante appositi protocolli aziendali appositamente redatti”.

Al termine della missiva (che ha come destinatari anche il premier Conte, i ministri dell’Ambiente e del Lavoro, i presidenti di Regione e Provincia, il prefetto, il vescovo e, ovviamente il sindaco di Coriano Mimma Spinelli) i dipendenti si domandano: “Davvero, dopo quattro mesi di pesante fermo degli impianti, l’unica concessione recente è stata quella di poter rientrare negli uffici ma non nelle aree operative in cui si è lavorato per oltre 30 anni, con regolare autorizzazione integrata ambientale? Davvero non si riesce a negoziare (anche ad oltranza) per trovare una soluzione condivisa tra le parti quando ci sono in ballo 300 posti di lavoro?. Confidiamo che le istituzioni e la politica, quella vera, possano trovare in pochissimi giorni la strada per una risoluzione tempestiva”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Caso Petroltecnica Rovereta, i dipendenti scrivono al Presidente Mattarella

RiminiToday è in caricamento