Spedizione punitiva per una lite tra ragazze: arrestati dai carabinieri tre napoletani

I partenopei sono gli autori della violenta aggressione ai danni di un romeno e di un albanese al Bikini di Cattolica

C'è una lite tra ragazze, che si è poi estesa ai rispettivi fidanzati, dietro la violente aggressione ai danni di un romeno e di un albanese avvenuta, nella notte tra sabato e domenica, nel parcheggio del Bikini di Cattolica. A finire in manette, arrestati quasi subito dopo i fatti dai carabinieri della Compagnia di Riccione, sono stati tre napoletani di 18, 32 e 37 anni che ora devono rispondere delle accuse di lesioni aggravate, sequestro di persona, porto di armi da fuoco clandestine e ricettazione. Secondo quanto ricostruto dagli inquirenti dell'Arma, nella notte tra sabato e domenica i tre partenopei, uno dei quali armato con una Beretta 7.65 non censita nella banca dati delle forze dell'ordine, sono arrivati al Bikini in cerca dell'albanese 21enne che si trovava nel locale con un coetaneo romeno. Uno dei napoletani lo ha raggiunto alle spalle e, senza farsi notare dagli altri frequentatori del locale, ha estratto la pistola puntandola al fianco dell'albanese 'invitandolo' a uscire per 'discutere' di alcune questioni.

Quando il romeno ha visto l'amico allontanarsi con degli sconosciuti, è intervenuto e li ha fermati nel parcheggio del locale per chiedere cosa stesse succedendo. E' a questo punto che, i napoletani, lo hanno aggredito picchiandolo alla testa con il calcio della pistola per poi caricare l'albanese in auto e fuggire a tutta velocità. E' quindi scattato l'allarme al 112 con una telefonata che, oltretutto, parlava di una sparatoria nel parcheggio dove si trovava un ragazzo a terra ferito alla testa. I militari dell'Arma e il 118 sono accorsi sul posto con i sanitari che hanno portato il romeno in pronto soccorso per suturare una ferita alla testa per poi dimetterlo con una prognosi di 7 giorni. La vittima ha raccontato ai carabinieri di conoscere solamente per nome uno degli aggessori i quali avevano sequestrato il suo amico ed erano fuggiti. 

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E' iniziata la caccia ai sequestratori e, verso le 5, l'albanese è stato liberato e lasciato a Cattolica dove è stato recuperato dai militari dell'Arma per essere interrogato. Il 21enne ha quindi raccontato di essere stato caricato sulla vettura dai tre napoletani che, a tutti i costi, volevano individuare un amico del giovane 'colpevole' di essere intervenuto in una lite che vedeva protagonista la fidanzata del 18enne napoletano e un'altra ragazza. Per convincerlo a parlare, i sequestratori non hanno esitato ad afferrare una mano dell'albanese minacciandolo di tagliargli le dita con un tagliasigari. Gli inquirenti dei carabinieri, grazie al racconto della vittima, sono riuscitia individuare immediatamente due dei tre aggressori e, alle 7 del mattino, hanno fatto irruzione nell'appartamento del 18enne che vive a Cattolica insieme allo zio 37enne. Dalla perquisizione domiciliare è spuntata l'arma, nascosta in un armadio e con 7 colpi nel caricatore, oltre a un coltello serramanico e il tagliasigari. Ulteriori accertamenti hanno poi permesso di individuare e arrestare anche il terzo componente della banda, sempre un napoletano 32enne, residente a Gabicce.

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