Feroce pestaggio per convincerlo a pagare i debiti di droga, due arrestati

In manette un italiano e un albanese che hanno picchiato a sangue un 28enne e il suo amico intervenuto per difenderlo

Operazione 'pungiball' dei carabinieri della Compagnia di Riccione che, nella giornata di mercoledì, ha permesso di arrestare due 28enne, un italiano e un albanese, accusati di aver pestato a sangue un coetaneo e un suo amico per costringerlo a pagare un debito di droga. La vicenda risale ai primi di luglio di quest'anno quando un 28enne italiano, residente nell'entroterra riccionese, ha iniziato ad avere dei problemi con due coetanei, un albanese (E.S.) e un italiano (E.T.), i quali lo minacciavano di pesanti ripercussioni se non avesse saldato un debito di 2300 euro contratto per pagarsi il vizio della cocaina. I due malviventi, entrambi già noti alle forze dell'ordine, avevano rifornito di 'neve' la vittima che, poi, aveva intapreso un percorso per disintossicarsi.

Dopo le prime minacce, il 28enne aveva versato un acconto di 500 euro ma le minacce non si erano fermate. Ad agosto, l'italiano e l'albanese avevano rintracciato il debitore e un suo amico nei pressi di un bar di Morciano ed avevano iniziato a fargli pressioni per saldare i 1800 euro che mancavano all'appello. L'amico del 28enne era intervenuto in sua difesa e, a questo punto, era scattato un feroce pestaggio con E.S. che, da ex pugile professionista, aveva massacrato l'amico della vittima. Il giovane era stato costretto a rivolgersi alle cure del pronto soccorso, dal quale era stato poi dimesso con una prognosi di 30 giorni, e per il timore di nuove ripercussioni non aveva voluto sporgere denuncia.

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Sono stati i familiari del debitore che, preoccupati per il loro congiunto, avevano avvicinato i carabinieri di Cattolica per raccontare dell'estorsione nella quale era invischiato il 28enne. Gli inquirenti dell'Arma, al termine delle indagini e grazie ai filmati delle telecamere a circuito chiuso del bar che hanno ripreso il pestaggio, sono riusciti ad arrivare a E.S. ed E.T. finiti in manette con le accuse di estorsione e lesioni personali.

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