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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca Cattolica

Cattolica una delle centrali di spaccio della banda che inondava il centro Italia di cocaina

I proventi illeciti stimati in diversi milioni di euro e, per gli inquirenti, sarebbero stati reinvestiti per acquistare hotel nelle località balneari più rinomate

Quindici persone sottoposte e misure cautelari (9 in carcere, 4 ai domiciliari e 2 con obbligo di dimora), sequestrati 11 chilogrammi di droga e trafficati almeno 150 chili in otto mesi, 2 pistole con 139 proiettili, 4 autovetture e circa 13.000 euro in contanti. È il risultato dell’operazione eseguita dalla Polizia in esecuzione di un'ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, a carico di un sodalizio criminale per i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, detenzione e spaccio di stupefacenti, ricettazione e detenzione di armi e munizionamento. L'operazione ha interessato Perugia, Foligno, Spoleto, Terni, Rimini e Bologna ed è stata condotta dalla Squadra Mobile di Perugia con il supporto delle unità delle Squadre Mobili di Terni, di Rimini di Bologna e di Macerata nonché dei Reparti Prevenzione Crimine Umbria-Marche, Toscana, Abruzzo e delle unità cinofile della Polizia di Stato.

Le indagini sul gruppo, avviate nel maggio del 2020, si sono sviluppate attraverso appostamenti e pedinamenti, ma anche con il posizionamento di GPS su mezzi in uso agli indagati, telecamere di sorveglianza e intercettazioni telefoniche e ambientali, individuando compiti e ruoli di ognuno con particolare riferimento alle modalità di gestione sia dell'approvvigionamento dello stupefacente, sia della successiva vendita al dettaglio. Nel corso del periodo in cui sono state effettuate le indagini la polizia giudiziaria ha anche arrestato in flagranza di 22 persone, sequestrato di circa 9 chilogrammi di cocaina, 2 di eroina, 2 pistole con 139 proiettili, 4 autovetture e circa 13.000 euro in contanti. Secondo gli investigatori quelli che vengono ritenuti i capi dell'organizzazione avevano attivato una serie di canali, anche esteri, di rifornimento dello stupefacente del tipo cocaina; secondo quanto ricostruito dagli investigatori e dalle risultanze delle intercettazioni l'associazione sarebbe riuscita ad immettere sul mercato, in otto mesi, oltre 150 chilogrammi di cocaina. Lo stupefacente, una volta giunto in questo territorio, veniva "lavorato" da uomini di fiducia che procedevano al successivo confezionavano in singole dosi; la distribuzione al dettaglio era poi curata dalle "cellule di spaccio", dislocate in diversi territori, tra i quali Perugia, Foligno, Spoleto, Terni, Macerata, Rieti e Cattolica.

Una di queste cellule, operante nella conca ternana, è stata oggetto di una parallela attività da parte della Squadra Mobile di Terni, poi confluita nell'inchiesta di questa Procura della Repubblica; nel corso di quell'indagine sono state infatti arrestate in flagranza - in epoche e tempi diversi - 11 soggetti, sequestrati circa 650 grammi di cocaina nonché la somma di circa 12.000 euro. L'organizzazione, che poteva contare su considerevoli risorse economiche e collaboratori esterni, provvedeva anche alla logistica; con base operativa nei territori di Foligno e Spoleto forniva a tutti i componenti - oltre che droga già confezionata e pronta per la vendita - anche telefoni cellulari, auto, fittiziamente intestate a terze persone, nonché abitazioni.

Al fine di rendere più complicate le attività investigative i sodali, deputati allo spaccio, venivano di volta in volta spostati in altre città. In caso di arresto, l'organizzazione provvedeva a fornire loro assistenza legale e, una volta usciti dal carcere, denaro per far fronte alle spese e come ricompensa per la fedeltà. I proventi illeciti, stante le risultanze investigative, stimati in diversi milioni di euro, sarebbero stati reinvestiti oltre che in attività commerciali in Umbria e in Albania, in particolare in attività ricettive, site nelle località balneari più rinomate. Contestualmente agli arresti, sono state eseguite perquisizioni domiciliari che hanno consentito dì rinvenire e sequestrare presso le abitazioni degli indagati, oltre euro 132.000, in contanti, tre libretti postali in cui sono depositati, complessivamente, circa, 80.000 euro, ventuno telefoni cellulari, di cui due criptati, appunti manoscritti inerenti la contabilità delle attività illecite e tre orologi di valore di cui due rolex. Dei quindici soggetti raggiunti da misura, 4 sono attualmente irreperibili sul territorio nazionale e le ricerche saranno estese anche all'estero, mediante le previste procedure di legge. La Procura della Repubblica sta valutando anche la posizione di altri indagati, partecipanti all'associazione, per i quali non sono stati richiesti provvedimenti cautelari.

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