Catturata la banda degli iper mercati: la refurtiva era destinata all'Est Europa

I Carabinieri di Borgo Santa Maria (Pesaro Urbino), in collaborazione con i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Rimini, hanno arrestato lunedì quattro rumeni, tre uomini ed una donna, rispettivamente di 34, 45, 39 e 29 anni, tutti domiciliati a Rimini, per furto aggravato

Sono accusati di aver commesso una serie di furti ai danni di grandi negozi di abbigliamento della riviera romagnola e marchigiana. I Carabinieri di Borgo Santa Maria (Pesaro Urbino), in collaborazione con i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Rimini, hanno arrestato lunedì quattro rumeni, tre uomini ed una donna, rispettivamente di 34, 45, 39 e 29 anni, tutti domiciliati a Rimini, per furto aggravato.

La banda si era specializzata nel furto di capi di abbigliamento da alcuni negozi all’interno di grani catene commerciali o di centri commerciali, prelevando più pezzi alla volta nella medesima giornata, mediante delle borse schermate da numerosi strati di alluminio (per eludere il sistema antitaccheggio), riponendoli poi in una loro auto lasciata nel parcheggio. Nel weekend tutta la refurtiva veniva inviata nei paesi dell’Est Europa attraverso i “corrieri di quelle nazioni”.

L’ultimo furto commesso dalla banda è stato quello di lunedì pomeriggio, quando sono stati sorpresi dai militari di Pesaro all’interno del centro commerciale “Iper Rossini”, dopo aver rubato due  paia di pantaloni dall’interno del negozio “Oviesse”, una tuta da ginnastica di marca e due magliette e vari prodotti cosmetici, dall’interno del supermercato Iper; e cinque paia di scarpe dall’interno del negozio “Deichmann Calzature”.

Oltre alla refurtiva rinvenuta, per un valore di 600 euro circa, nella camera dell’albergo ove gli arrestati alloggiavano, i Carabinieri hanno rinvenuto anche tre giubbotti in pelle e sei paia di scarpe, del valore di 1.200 euro, rubati poche ore prima ai danni di un noto magazzino di vestiario di Misano Adriatico e di altri negozi del circondario. Da ulteriori accertamenti risulta che tutta la merce rubata era diretta all’estero ove veniva etichettata nuovamente e venduta in boutique o negozi sportivi. 

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