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Catturati dai Carabinieri i “Bonnie e Clyde” riminesi. Lui era latitante dal 4 agosto

Lui era latitante dal 4 di agosto, quando i Carabinieri erano andati a controllarlo in casa dove era sottoposto al regime degli arresti domiciliari, e non lo avevano trovato

Lui era latitante dal 4 di agosto, quando i Carabinieri erano andati a controllarlo in casa dove era sottoposto al regime degli arresti domiciliari, e non lo avevano trovato. Ristretto per reati contro il patrimonio e tossicodipendente, aveva pensato bene di andare in “ferie” e spassarsela per la riviera con la sua compagna. Ma non aveva fatto i conti con i Carabinieri. I militari della Stazione di Rimini e del Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno iniziato a dargli la caccia.

Il dispositivo messo in atto dagli inquirenti è partito da mirati controlli ai parenti e conoscenti del fuggitivo. E' stata svolta una capillare attività informativa grazie alla quale si è riuscita ad identificare la compagna dell'uomo, una 36 enne residente a Santarcangelo di Romagna. Le ricerche quindi sono proseguite pedinando la donna. Il 14 agosto, finalmente, i Carabinieri hanno agganciato la donna, iniziando una serie di pedinamenti.

La donna si era recata al Sert (servizio per tossicodipendenti) di Rimini, dove ha preso del metadone da portare all’evaso. Gli uomini dell’Arma, resisi “invisibili”, l'hanno seguita fino a Igea Marina, dove la donna ha consegnato il metadone al latitante, 51enne. Lì sono intervenuti fulmineamente tutti i Carabinieri del dispositivo col supporto di altre due pattuglie, una di Viserba e una di Bellaria. Scattava quindi la trappola e i Carabinieri riuscivano subito ad acciuffare il fuggiasco.

Era accampato e nascosto nel parco adiacente via Luzzatti. La sua fidanzata è intervenuto in suo aiuto: prima ha ingiuriato i militari per poi spintonarli nel tentativo di far fuggire il suo amato. Con non poche difficoltà i Carabinieri hanno bloccato ed arrestato la donna (classe 1977) con l’accusa di favoreggiamento personale, perché con la sua condotta aveva agevolato la latitanza dell’uomo, e resistenza a pubblico ufficiale.

I due, condotti davanti al Giudice monocratico di Rimini sono stati condannati rispettivamente, la donna ad 8 mesi con pena sospesa, mentre l’evaso, dopo la convalida dell’arresto, avendo chiesto i termini a difesa, è stato condotto in carcere in attesa del dibattimento che si terrà martedì.

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