Centenario della nascita di Fellini: Rimini festeggia tra sogni e museo

Tra qualche settimana l'amministrazione annuncera' il comitato tecnico-scientifico di sei esperti che, assieme al raggruppamento vincitore, si occupera' di realizzare per il febbraio del prossimo anno il progetto definitivo

La citta' di Rimini lavora a due regali per celebrare nel 2020 il centenario della nascita di uno dei suoi figli piu' illustri, Federico Fellini. Da un lato, entro la fine estate di quell'anno sara' inaugurato il museo dedicato al grande regista. Al momento si sta concludendo la fase istruttoria per l'aggiudicazione del bando di progettazione che avverra' a ottobre, mentre tra qualche settimana l'amministrazione annuncera' il comitato tecnico-scientifico di sei esperti che, assieme al raggruppamento vincitore, si occupera' di realizzare per il febbraio del prossimo anno il progetto definitivo. Gia' scelto anche l'advisor, una societa' di consulenza d cui fa parte Guido Guerzoni, project manager del museo M9 di Mestre, in provincia di Venezia. Dall'altro lato, potrebbe essere data alle stampe una nuova pubblicazione del "Libro dei sogni" del maestro.

Dopo quella di Rizzoli, l'anno scorso Comune e Francesca Fabbri Fellini sono tornati in possesso dei diritti e intendono appunto pubblicare un bando con un anno e mezzo di tempo cosi' che la nuova pubblicazione veda la luce nell'anno dell'anniversario della nascita del regista riminese. Per riempire di passione cinematografica e non solo il percorso da qui al 2020, gia' quest'anno, per i 25 anni dalla morte di Fellini prende il via un ricco programma di eventi che si intende replicare semestralemnte nel 2019. Via dal 4 ottobre al 3 gennaio, tra rassegna cinematografica, proiezioni, convegni, interviste e appuntamenti speciali. "Un programma ricco, diviso in capitoli, con centralita' ai film", in tre mesi ne verranno proiettati una quindicina, spiega alla stampa Marco Leonetti della Cineteca comunale.

La rassegna "I film che ho scritto" propone le pellicole in cui Fellini appare come soggettista o sceneggiatore, accreditato o meno. Da "Lo vedi come sei...lo vedi come sei?!" del 1939 di Mario Mattioli, a "Francesco, giullare di Dio" del 1950 di Roberto Rossellini, passando per "Roma citta' aperta", "Paisa'" e "In nome della legge". Questa prima parte, aggiunge, arriva fino al 1950 e quindi alla vigilia del suo esordio "dietro le macchine". In gran parte si tratta di film in 35 millimetri, dunque "quasi una proiezione originale", con il "fascino del rumore e del tremolio dell'immagine". Si va ad approfondire, aggiunge Nicola Bassano, responsabile dell'Archivio Fellini, il rapporto del regista con i protagonisti del cinema italiano, da Rossellini ad Alberto Latuada e Germi.

Mercoledi' 24 ottobre spazio al convegno "Felliniano: Usi (e abusi) di un aggettivo" per riflettere sul tema con critici e docenti: la linguista Valeria Della Valle, il ricercatore Luca Barra, l'esperto di moda Gianluca Lo Vetro, lo storico dell'arte Luca Beatrice e il critico cinematografico Gianni Canova. A questi si aggiungono alcuni eventi collaterali "in date particolari". Per il 25esimo della morte, il 31 ottobre doppio appuntamento al cinema Fulgor: la presentazione del libro di Gianfranco Miro Gori "Rimini nel cinema" e a seguire la proiezione de "I vitelloni". Mercoledi' 14 novembre sara' la volta di "Roma", sempre al Fulgor, con l'intervista a uno dei protagonisti della pellicola, Peter Gonzales. Infine due "eventi particolari" il 5 dicembre: la presentazione del progetto di documentario "Il confidente dei sogni" che vede tra gli autori Sergio Zavoli che sara' intervistato da Miro Gori; e due presentazioni letterarie: "8 e 1/2 di Federico Fellini" e "Tre passi nel genio". (fonte Dire)

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