Centri estivi, tra le soluzioni spazi all'esterno con più gruppi formati da meno bambini

L'assessore Morolli: "Chiediamo a Governo e Regione che arrivino al più presto le indicazioni necessarie"

Interrompere gli effetti del perdurare dell’isolamento, per restituire ai bambini e ai ragazzi una dimensione relazionale e collettiva tra pari e con adulti esterni alla famiglia il più presto possibile, almeno per la copertura dell’estate. "Un auspicio ma anche un obbiettivo concreto a cui i nostri uffici stanno lavorando ogni giorno - afferma l'assessore ai Servizieducativi Mattia Morolli - Il Comune di Rimini sarebbe infatti già pronto per la pubblicazione dei bandi per i Centri estivi ma ora è necessario capire, aldilà delle dichiarazioni di intenti, quali saranno concretamente i nuovi criteri e le condizioni richieste da Governo e Regione, alla luce delle prescrizioni a contrasto del Covid-19. Siamo dunque in una fase di attesa che auspico sia più breve possibile, sopratutto per poter cominciare a dare le necessarie informazioni e risposte alle tante famiglie riminesi in attesa di capire se potranno o meno usufruire di un servizio che, solo l’anno scorso, ha visto la presenza di circa mille bambini tra i 3 e i 14 anni".

Possibili soluzioni

"Il punto di partenza è che non potrà essere riproposta la stessa organizzazione dell’anno scorso; per questo stiamo pensando a soluzioni in grado di armonizzare le attività estive con le necessarie precauzione a livello sanitario. Alcune proposte sono quelle che si collocano nell’approccio dell’outdoor education, che prevede la possibilità di usufruire di spazi ampi interni ed esterni, in modo da poter lavorare con un maggior numero di gruppi composti da meno bimbi. Un altro aspetto fondamentale sarà quello delle protezioni da adottare e delle sanificazioni, per i quali stiamo ipotizzando specifici percorsi formativi per educatori e bimbi.

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Ci stiamo dunque organizzando per farci trovare pronti, anche se non è facile al momento fare una previsione su quante saranno quest’anno le domande. Alcuni genitori ci hanno già contattato, altri approfittando di una diversa organizzazione del lavoro potrebbero invece provvedere autonomamente alla cura dei propri figli, altri ancora potrebbero decidere di aspettare un anno e vedere cosa succede.Il tempo però stringe e si rende necessario, per uscire con le dovute tempistiche con i bandi per le iscrizioni e i relativi contributi, che Governo e Regione ci diano nel più breve tempo possibile le indicazioni pratiche che tutti stiamo aspettando". 

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